La direttrice: "Dedicato a tutta la valle dellanfiteatro. Conterrà statue, foto e liscrizione di Mussolini" Come la balena di Pinocchio, il Colosseo continua a rilasciare corpi di dee, imperatori, cavalli. Sono le statue appena riapparse dallo scavo che il Comune sta effettuando allesterno. Ma per questi reperti non cè posto. Se non nei depositi. «Nostra intenzione è però creare un museo nella galleria, ben conservata, tra il secondo e il terzo ordine, verso colle Oppio» spiega larcheologa della Soprintendenza statale Rossella Rea, direttrice dellanfiteatro. Come si chiamerà? «È presto per dirlo e dobbiamo trovare i finanziamenti per i restauri e per la messa in sicurezza della galleria. Ma sarà dedicato alla storia della valle del Colosseo». Anche la valle, perché? «Per spiegare che lanfiteatro è solo un elemento di un contesto storico e topografico che arriva fino agli anni Trenta, quando fu abbattuta la collina Velia e azzerato leffetto sorpresa che provava chi, arrivato da una stradina, si trovava di fronte il Colosseo». Cosa conterrà il museo? «Ad esempio, i reperti, dalletà arcaica alla neroniana, trovati intorno alla Meta Sudans. E poi, certo, i resti della selva di statue che si trovavano sotto gli archi. Ma anche i reperti medievali e alcune delle edicole della Via Crucis nellanfiteatro cristianizzato. Foto depoca e, tra le iscrizioni, anche quella realizzata nel Ventennio per la croce e fatta a pezzi alla caduta del fascismo». Stessa sorte della Domus di Nerone? «Quella di Mussolini è lultima delle damnatio memoriae di cui il Colosseo conserva testimonianza: i resti della lapide li abbiamo ritrovati in alcuni sottoscala interrati». Il Colosseo come un gigantesco "butto"? «Si è accumulato su se stesso. E molto è rimasto nei vasti sterri dell800. I suoi segreti e la storia della valle avranno, spero presto, una casa». (c.a.b)