Prevista la ricostruzione di due degli ottanta montacarichi in legno che facevano salire le belve e i combattenti Il dietro le quinte è pieno di fascino, anche se scenografie e sipari sono spariti da secoli. Perché tra il doppio ordine di magnifici ruderi che servivano da supporto al palco in legno - sotto, insomma, il celebre piano di "Sangue e arena" - si muovevano le belve che sbranavano i condannati a morte, le fiere impiegate per le cacce, gli spietati atleti dei giochi gladiatori, ma anche gli attrezzisti, gli scenografi e i manovali: le centinaia di persone immerse al lavoro nel ventre oscuro del Colosseo. I sei milioni di visitatori che ogni anno varcano la soglia del monumento simbolo di Roma dall80 d. C. in cui fu inaugurato, possono però vedere solo da lontano (dallalto) quel labirinto di cunicoli, stradine e possenti pareti sotterranee costruite a partire da Domiziano e fino al V secolo continuamente trasformate. Cè tuttavia un piano che punta a portare il pubblico di oggi nello spazio vietato ai 75mila spettatori (questa la capienza massima stimata dellanfiteatro Flavio) dei giochi di allora. La Soprintendenza archeologica, guidata da Angelo Bottini, sta infatti lavorando al progetto tecnico di restauro e di apertura al pubblico di almeno una parte dei magnifici sotterranei. E questo in forza di una prima trance di 900mila euro previsti dalla legge Roma Capitale ma in attesa di essere finanziati. Scendere fino al piano più basso dellanfiteatro Flavio - sotto il quale si trovano i mosaici delle case repubblicane abbattute da Nerone per creare il lago della Domus aurea, sul quale Vespasiano fece costruire lo stadio - significa conquistare il centro dellarena. E poter guardare il colosso di marmo che si staglia contro il cielo, dal punto di vista dei gladiatori osannati dal pubblico. «In realtà dobbiamo immaginare che larena in legno, inizialmente un piano smontabile a seconda delle esigenze, sovrastava le nostre teste» spiega Rossella Rea, dall85 direttore scientifico del monumento. «E che qui sotto cerano solo le torce ad illuminare lambiente». Larena in legno costruita otto anni fa per riprodurre una parte di quella originale, ha ospitato anche tragedie greche messe in scena anche con lausilio di cavalli. «Erano solo tre, ma qui sotto il rumore era comunque terrificante. E dagli spazi delle assi in legno, pioveva giù sabbia». I sotterranei dellanfiteatro Flavio sono la parte meglio studiata del Colosseo. Entro un anno vedrà la luce un libro con gli studi sullarchitettura (a cura dellIstituto archeologico germanico) e con le analisi deli scavi (settore indagato dalla Soprintendenza speciale di Roma). La storia dei giochi narra di ottanta montacarichi che, grandi come un ascensore, servivano a portare animali e gladiatori direttamente sul "ring". Gli studiosi hanno ricostruito la meccanica di questi sistemi di elevazione e i modellini in legno fanno parte della visita al monumento. Il progetto di apertura dei sotterranei prevede la ricostruzione, fedele allantico, di due di quei montacarichi. Permetteranno ai turisti di scendere e salire. E di immergersi - senza giochi virtuali, ma attraverso corde, pelli, tavole e sabbia - nella straordinaria macchina scenica dellantica Roma.
ROMA - Colosseo, i sotterranei dei gladiatori Pronto il progetto per aprire al pubblico gli spazi nascosti dellarena
La Soprintendenza archeologica sta lavorando al progetto tecnico di restauro e di apertura al pubblico di almeno una parte dei magnifici sotterranei del Colosseo. Il progetto prevede la ricostruzione, fedele allantico, di due dei montacarichi in legno che servivano a portare animali e gladiatori direttamente sul "ring". La ricostruzione dei montacarichi sarà possibile grazie a una prima traccia di 900mila euro previsti dalla legge Roma Capitale. Il progetto prevede anche la creazione di un percorso di visita che permetterà ai turisti di scendere e salire i montacarichi e di immergersi nella straordinaria macchina scenica dellantica Roma.
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