Pula, i gruppi ambientalisti contestano la Regione per la mancata richiesta del Via. L'accusa: «La delibera della giunta Soru sull'ampliamento è contraddittoria». PULA. Una "valutazione di impatto ambientale" (Via) solo per una parte del progetto di completamento e variante del piano di lottizzazione «Is Molas», per l'altra non serve. Parola di Giunta regionale, ovviamente su indicazione del competente ufficio dell'assessorato all'Ambiente. Ma le associazioni ambientaliste non ci stanno e ricorrono alla Commissione Europea. «Decisione un po' contorta», hanno definito la delibera di Giunta il Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra. E infatti, non giustificando la soluzione del fifty-fifty nella procedura della "Via" per quel che rimane da fare nell'insediamento residenziale di Is Molas, si sono rivolti all'organismo comunitario per sapre se «la decurtazione dell'obbligo di valutazione di impatto ambientale sia o meno corretta». «Non capiamo perchè e a che cosa siano dovute le ben otto complesse prescrizioni di Via nel progetto di completamento e variante della lottizzazione di Is Molas - chiarisce Stefano Deliperi, portavoce delle due associazioni ecologiste ricorrenti -: la procedura, dicono alla Regione, non servirebbe per il complesso alberghiero, per le residue volumetrie residenziali, per il potenziamento del depuratore, per l'interramento delle linee elettriche e la messa in sicurezza del Rio Bagadiu. Non ci sembra che questo provvedimento sia in linea con specifici articoli del trattato dell'UE». E poi c'è anche qualcos'altro che ha indotto gli ambientalisti a chiedere l'intervento della Commissione europea. «C'è silenzio, nel procedimento di Via, sui terreni percorsi dal fuoco - aggiunge Deliperi - e c'è soprattutto silenzio sull'obbligo di considerazione del progetto come un complesso unico e inscindibile, così come richiesto dalla giurisprudenza comunitaria e amministrativa». L'intervento di completamento e variante del progetto della lottizzazione di Is Molas non può, quindi, essere scisso da quello complessivo originario. Da qui la deduzione che la valutazione di impatto ambientale è obbligatoria per ogni sua parte.