L'Associazione avvia una raccolta di firme per il recupero del simbolo della città "BASTA CON IL BALLETTO DELLE COMPETENZE" "Si sta lentamente distruggendo". La "signora del mare" che si distende docilmente sulle specchio acque del Lazzaretto non riesce, si va trasformando in un cumulo di macerie. Il suo aspetto è sempre più rugoso e le mura vacillanti rischiano il crollo. Davanti a un declino che sarà difficile frenare senza un concreto intervento, l'ultima spiaggia è rappresentata dalla determinazione corale. L'appello giunge dal Presidente dell'Associazione "Salviamo la Colombaia" Luigi Bruno, secondo cui, le mani dei trapanesi, tutte insieme, possono riuscire a far rivivere il Castello sul mare. Per questo l'associazione, reduce da un incontro a Palazzo Riccio di Morana, ha deciso di lanciare la sua proposta. "Chiediamo l'aiuto dei cittadini per una raccolta di firme da presentare, tra gli altri, a Regione, Provincia, Comune, Autorità portuale e Soprintendenza. Le istituzioni non potranno ignorare 10 mila firme e la smetteranno con la giustificazione delle competenze. Una strategia collettiva che parte dalle strade per giungere ai palazzi di potere "tramite la creazione, prosegue, di un tavolo tecnico permanente con esperti di varie istituzioni. Sarà il motore progettuale per la ristrutturazione del complesso architettonico e a tal fine è stato abbozzato anche un protocollo d'intesa. A ciò si aggiunge la petizione per cui organizzeremo da sabato un banchetto al porto all'interno della Fiera nautica" E i motivi per firmare sono tanti. A cominciare dal farraginoso iter avviato nel 2003 per la sdemanializzazione della struttura. "Per farla transitare nel patrimonio comunale, la Regione aveva dato in un primo momento l'ok ricorda furente Bruno ma il Demanio si è tirato indietro". C'è anche la questione del restauro conservativo ad opera della Soprintendenza. "Questa ha già ricevuto 300 mila euro, ma alla nostra domanda su quando partiranno i lavori, nicchia, rimanendo evasiva. In più pare che il POR 2010-2013 la Regione abbia pensato di mettere in bilancio una somma, ma da sola non sarà sufficiente". E intanto, la Colombaia resta al buio. "Più volte è stata ripristinata l'illuminazione e vandali, forse con un interesse, sono tornati ad oscurarla. L'Autorità portuale si è detta disponibile a riportare la luce, anche con cavi sottomarini2. nella speranza che così si accendano, sul serio, i riflettori sull'abbandono e la colpevole incuria di cui è stato vittima l'immobile. Perché prima di decidere sule sue destinazioni, bisogna salvarla dalla sua decrepitezza. Poi si stabilirà cosa farne, ma la condizione incontrastata è la fruizione da parte di cittadini, scolaresche e turisti perchè conclude addolcendo la sua amara rabbia questa è la nostra storia.
COLOMBAIA, CHI LA SALVA?
L'Associazione "Salviamo la Colombaia" ha lanciato una raccolta di firme per il recupero del simbolo della città "Basta con il ballo delle competenze" e per la ristrutturazione del Castello sul mare. Il Presidente dell'associazione, Luigi Bruno, ha chiesto l'aiuto dei cittadini per raccogliere 10.000 firme da presentare alle istituzioni. La raccolta di firme è necessaria per creare un tavolo tecnico permanente con esperti di varie istituzioni per progettare la ristrutturazione del complesso architettonico. L'associazione ha anche organizzato una petizione e un banchetto al porto per sensibilizzare la comunità e le istituzioni.
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