Il Foro Italico continua ad essere un punto dolente. A cominciare dai suoi bellissimi mosaici pavimentali che, restaurati per i Mondiali delgo, versano di nuovo in condizioni precarie. Già lo denunciavamo, con gli Amici di Monte Mario, nel 2004. Ai pattinatori che vi si esercitavano indisturbati si sono purtroppo aggiunti i praticanti dello skateboard, i quali stanno infliggendo ai poveri indifesi mosaici di Russo, Canevari, Severini danni probabilmente irreparabili. Gli skaters hanno voluto «segnare» questo loro dominio territoriale incollandovi un grande adesivo. Qualche tempo fa lo spot di un noto gestore di telefonini esaltava la violenza dei salti degli skaters sui mosaici del Foro Italico alla presenza di un vigile tollerante. Venne presto ritirato, ma fotografav a purtroppo la situazione di sostanziale abbandono alla barbarie dei mosaici e di altri elemento monumentali, come le stele marmoree, permanentemente lordate di scritte e slogan, che accompagnano la folla dai cancelli alla grande palla (coi mosaici più belli, quelli di Gino Severini) e allo Stadio Olimpico, totalmente stravolto con la copertura a pignattone imposta dai Mondiali go. Siamo alla pura inciviltà, e alla sua rassegnata accettazione. Il complesso del Foro, creato nei primi anni Trenta a gloria del regime e che tuttavia resta un esempio alto dellarchitettura novecentesca, è stato tutto vincolato dal ministro Giovanna Melandri. Tranne, purtroppo, lo Stadio Olimpico ritenuto troppo rifatto rispetto a quello originario. Ma ai vincoli non sono seguiti utilizzi coerenti. Che dovrebbero essere soprattutto didattici (lUniversità di Scienze Motorie) e sportivi, mai commerciali. Mentre il CONI insiste per sfruttare come luna-park permanente lo Stadio e le sue adiacenze, alla maniera degli stadi inglesi. I quali però sono stati costruiti apposta così, per il solo football, in zone ben servite da trasporti pubblici. Finché non si scioglie questo equivoco di fondo, il resto del Foro ne soffrirà gravemente. Di recente il CONI ha cercato di sfrattare il solo Ostello della Gioventù esistente a Roma. I cittadini della zona sono insorti a difendere quella utilizzazione di tipo residenziale. Giustamente. Ma hanno pure chiesto che lintero complesso venga riportato alla propria vocazione didattico-sportiva e non invece sospinto su di una scivolosa china mercantile. Da anni e anni si reclama che lAccademia della Scherma, forse il manufatto più geniale, riabbia un uso appropriato. Da queste colonne avevamo proposto che divenisse il Museo vivo, multimediale, degli sport tipici del Foro (atletica, ginnastica, tennis, nuoto, scherma, ecc.). Subito la Rai, attraverso la direttrice delle Teche, Barbara Scaramucci, aveva sposato con entusiasmo lidea. Poi, silenzio. E intanto i vandali imbrattano, usurano, rovinano...
ROMA - Mosaici del Foro italico in balia dei vandali
Il Foro Italico continua ad essere un punto dolente a causa dei danni ai suoi mosaici pavimentali. I praticanti dello skateboard stanno infliggendo danni irreparabili ai mosaici di Russo, Canevari e Severini. Gli skaters hanno anche segnato il loro territorio con un grande adesivo. Altri elementi monumentali, come le stele marmoree, sono permanentemente lordati di scritte e slogan. Il complesso del Foro, creato nei primi anni Trenta, è stato vincolato dal ministro Giovanna Melandri, ma non è stato utilizzato in modo coerente. Lo Stadio Olimpico, ritenuto troppo rifatto, è stato utilizzato per sfruttare il CONI e non per scopi didattici e sportivi.
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