INFRASTRUTTURE. In un'animata assemblea pubblica il sindaco Tosi e l'assessore Corsi hanno spiegato i motivi per cui non si può bloccare la contestata opera Delusi i cittadini che temono l'aumento di traffico e smog Tosi:«Allora bisognerebbe bloccare l'intera città» Nessun appello per il parcheggio «Porta Trento» nell'area di San Giorgio: c'è la motivazione di pubblica utilità. Speranze di annullare il tutto svanite per sempre? Forse, qualche aiuto potrebbe ancora venire dagli antichi Romani semmai nel sottosuolo si rinvenisse qualcosa. Ma dovrebbe essere un rinvenimento estremamente rilevante. Non ci sono attese, invece, per fermare i lavori a causa del previsto inquinamento che si potrebbe avere nell'area durante le fasi di cantierizzazione. Tutto questo è emerso venerdì sera durante l'assemblea pubblica che si è tenuta nell'aula magna del liceo scientifico statale «Girolamo Fracastoro» a cui hanno partecipato il sindaco Flavio Tosi, l'assessore alla mobilità, Enrico Corsi, ed i presidenti della seconda e della prima circoscrizione, Alberto Bozza e Matteo Gelmetti. Non si sono fatte attendere le proteste, anche vivaci, dei cittadini presenti in un'aula che sebbene piena riservava ancora posti a sedere. Segno che per qualcuno è sopraggiunta una sorta di rassegnazione al progetto, anche se sembra che il parcheggio a San Giorgio nessuno lo voglia. Tanto più, che nelle vicinanze, in Piazza Isolo, ce n'è uno che proprio non funziona perché «non è utilizzato». Una affermazione fatta propria anche dal consigliere comunale Lucia Cametti che con un intervento ha proposto di «rifarlo, magari dando questa opportunità a chi si presterà a fare i lavori a San Giorgio». Sulla richiesta di rendere più fruibile l'eventuale parcheggio «Porta Trento» con tariffe agevolate lo stesso sindaco ha detto che è «una valutazione che si attiene completamente al privato. Chi lo realizza decide autonomamente». Tosi ha sottolineato ancora una volta come in questo caso «non sia possibile neppure uno spostamento dell'opera in altra sede, poiché non c'è disponibilità da parte della ditta proponente». E ha continuato:«Avvenuta la dichiarazione di pubblica utilità, il soggetto proponente ottiene il titolo di andare avanti». Il sindaco ha risposto a chi ha posto l'accento sull'inquinamento, dicendo che «se valesse il fatto del superamento dei limiti del tasso di inquinamento, si dovrebbe chiudere il traffico nella città». Poi, ha aggiunto:«Non è possibile tornare indietro allo stato attuale se non incorrendo in un indennizzo e danni, valutabili in milioni di euro, a carico degli amministratori che eventualmente decidessero di approvare il provvedimento di revoca della procedura di project financing. Se fosse stato trovato un valido motivo durante le due sperimentazioni, come il collasso totale della viabilità, si sarebbero comunque pagate le spese sostenute dal promotore e di tutti i soggetti che, invitati alla gara, hanno presentato un'offerta». Il punto cruciale resta pertanto la dichiarazione della scorsa giunta della pubblica utilità dell'opera, fatto avvenuto il 14 febbraio 2007 e che diviene punto di non ritorno. L'assessore Corsi ha ribadito il lavoro compiuto dall'attuale amministrazione per cercare una via d'uscita, «purtroppo non trovata». Ricerca che si è avvalsa anche della consulenza di due studi d'avvocatura, uno privato, l'altro regionale. «La cosa che è completamente mancata nella progettazione di quest'opera è il dialogo con i cittadini», ha detto l'assessore alla mobilità. Sulla mancanza di informazione concordano anche i presidenti Bozza e Gelmetti che hanno definito questo comportamento «impopolare e inaccettabile, con pure decisioni prese a tavolino». Insomma, il nodo del parcheggio resta e pare non avere soluzione. Forse, un'ultima chance potrebbe arrivare dal rinvenimento archeologico. Ritrovamento che, in ogni caso, dovrà essere rilevante.
VERONA - Il parking Porta Trento è di pubblica utilità
Venerdì sera si è tenuta un'assemblea pubblica presso il liceo scientifico statale Girolamo Fracastoro, in cui il sindaco Flavio Tosi e l'assessore Corsi hanno spiegato i motivi per cui non si può bloccare la contestata opera "Delusi". Il sindaco ha sottolineato che la dichiarazione di pubblica utilità emessa il 14 febbraio 2007 è un punto di non ritorno e che non è possibile tornare indietro. L'assessore Corsi ha ribadito che l'amministrazione ha cercato una via d'uscita, ma non l'ha trovata. La ricerca è stata condotta anche con la consulenza di due studi d'avvocatura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo