L'Italia è perduta, Roma rischia di capitolare, ma la Valdorcia resiste. Alberto Asor Rosa - intellettuale dimessosi a sinistra, tra i protagonisti al festival di Ferrara su città e territorio - rivendica la vittoria «democratica» di Monticchiello. «Non bisogna mai tacere, mai adeguarsi e adattarsi - ha detto - se si apre la bocca gli effetti possono essere anche più vasti di quelli che si sarebbe potuto immaginare prima di muoversi». Un grido di dolore contro la vittoria di Berlusconi? No. «Questa è la lezione democratica che traggo dall'esperienza ambientalista che mi sono trovato a vivere in Toscana», scrive Rosa. Democratica? Sì, democratica. Anche se di minoranza. E neanche di «minoranza di massa», come rivendicato da Michele Serra sulla sua amaca. «A Monticchiello - continua Asor Rosa - vivono circa 150 persone e altrettante nella campagna circostante. Lì nel 1996 era stata varata una modifica al piano regolatore che consentiva l'edificazione di 25 appartamenti che in seguito, dopo varie modifiche al progetto iniziale, sono diventati addirittura 95». Insediamento che avrebbe rotto «l'equilibrio preesistente per soddisfare appetiti di carattere economico». Chi ha salvato il palato degli optimates dallo scempio? Rutelli, già rottamato da Asor Rosa come ex ministro. «Le istituzioni locali e le autorità regionali non hanno però aperto alcuno spiraglio al confronto. Diversa sensibilità ha mostrato il governo, con una decisa e concreta presa di posizione dell'allora (è ancora in carica, forse Rosa ha scritto dal futuro, ndr) ministro ai Beni culturali Rutelli». Dopo la sconfitta dell'uomo di Spello, la sinistra riparte da Monticchiello? »