"Non posso che dirmi soddisfatta per la notizia secondo la quale la Corte dei Conti ha bloccato le nomine fatte da Rutelli". Così commenta lo stop ad un'ultima infornata di incarichi e trasferimenti voluti in extremis da Francesco Rutelli subito dopo la caduta del governo Prodi, Diana De Feo, appena eletta senatrice nel Pdl in Campania. L'esponente del Pdl aveva già denunciato procedure irregolari nelle 216 nomine effettuate dal ministro per i Beni e le Attivita' Culturali. Nonostante a Rutelli non competesse la gestione straordinaria ma soltanto quella ordinaria, il 31 marzo, a pochi giorni alle elezioni, ha dato il via libera a queste nomine. "Rutelli - spiega la De Feo - doveva aspettare i necessari decreti del Ministero del Tesoro e del ministero Bilancio, per questo avevo già presentato un ricorso alla Corte dei Conti e scritto una lettera al Presidente della Repubblica". "La notizia, quindi e' confortante: vuoi dire che l'arroganza con cui il ministro Rutelli ha fatto queste nomine e apposto le firme, ,prima a dicembre e poi il 31 marzo a pochi giorni dalle elezioni, non paga. Ora - ha concluso De Feo - tutte le nomine sono ferme e bisognerà fare un passo indietro e scegliere altre persone esclusivamente sulla base dei meriti". Ad avvalorare le argomentazioni della De Feo la Corte dei Conti ha motivato la sua decisione in modo chiaro. Difetti procedurali (mancano cioè due decreti) e difetti nelle motiviazioni dei trasferimenti.
Saltano le nomine ai Beni Culturali accelerate da Rutelli
La Corte dei Conti ha bloccato le nomine fatte da Francesco Rutelli, ministro per i Beni e le Attività Culturali, subito dopo la caduta del governo Prodi. La senatrice del Pdl, Diana De Feo, aveva denunciato procedure irregolari nelle 216 nomine. La De Feo aveva già presentato un ricorso alla Corte dei Conti e aveva scritto una lettera al Presidente della Repubblica. La Corte dei Conti ha motivato la sua decisione con difetti procedurali e nelle motivazioni dei trasferimenti. Questo blocco delle nomine è un risultato positivo per la De Feo e per il Pdl. La De Feo ha concluso che le nomine sono ferme e che bisognerà scegliere altre persone esclusivamente sulla base dei meriti.
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