ROMA - Un risultato storico della profonda modifica delle leggi di tutela culturale e ambientale, in corso di attuazione da parte di questo governo, è la saldatura avvenuta tra le molte Associazioni di tutela e ambientaliste italiane, che ormai si riuniscono periodicamente per discutere e per stabilire e attuare strategie di difesa contro l'indebolimento della tutela del patrimonio storico e artistico. L'ultima iniziativa si è svolta ieri mattina a Roma: sotto il titolo "Beni culturali: un silenzio assordante", Assotecnici, Associazione Bianchi Bandinelli, Comitato per la Bellezza, FAI, Greenpeace, Inu, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, WWF, in collaborazione con Aprile, i sindacati di settore, la Provincia di Roma, hanno discusso del nuovo Codice dei Beni culturali e della finanziaria insieme ad alcuni parlamentari del centrosinistra. Diritto urbanistico: missing Come ha comunicato Vittorio Emiliani in apertura, il grido di allarme non è solo delle Associazioni, ma è generalizzato, tanto che in un recente convegno di giuristi si sono levate voci contro il condono ed è stata denunciata la imminente scomparsa del Diritto Urbanistico, dovuta al caos connesso alla vendita del patrimonio pubblico, ai condoni e al passaggio da un sistema di norme inderogabili verso uno di norme derogabili. Il Nuovo Codice dei Beni culturali non è ancora stato approvato ma la finanziaria ne anticipa già la parte fondamentale, ovvero la possibilità di alienare i beni del patrimonio pubblico. oltretutto con una procedura che impegna le Sovrintendenze territoriali a decretare l'interesse culturale del bene entro 120 giorni con il sistema del silenzio-assenso. In questo modo, vista la mole di lavoro e le carenze di personale e di fondi, sarà difficile impedire la vendita di buona parte del nostro patrimonio. Silenzio vendasi Come ha sottolineato Edo Ronchi, è grave il prevalere di una visione affaristica dell' economia e dello sviluppo, senza considerazione per la qualità del benessere che è legata anche alla cultura. Le Associazioni hanno proposto di riportare alla società civile il dibattito sulla tutela, rimasto un po' in secondo piano e immerso nel silenzio dei media; non si è approfittato, secondo il senatore Sauro Turroni, del momento in cui è stata costituita la Patrimonio S.p.A. e oggi siamo in ritardo, ma si può ancora pensare a una forte iniziativa politica nel paese. Circondiamoli A questo proposito, l'Associazione Communitas 2002 ha offerto il sostegno dei movimenti, che potrebbero attivare per i primi di febbraio girotondi intorno al Colosseo, la Torre di Pisa e altri monumenti simbolo del patrimonio italiano per attirare l'attenzione nazionale e internazionale. L'ex ministro Giovanna Melandri ha proposto di sensibilizzare le Sovrintendenze affinché si pronuncino nettamente per il no a un termine così perentorio, o in ogni caso si esprimano sulla questione, e la senatrice Chiara Acciarini ha suggerito anche di adottare interventi cautelativi che interrompano il periodo di 120 giorni. Difesa locale Oltre all'auspicata azione delle Sovrintendenze, Andrea Filpa dell'Istituto Nazionale di Urbanistica ha fatto presente che anche gli enti locali potrebbero agire, pretendendo che le motivazioni sull'interesse culturale di un bene contengano criteri di carattere pubblico per il governo del territorio. Tutte le Associazioni che hanno promosso l'iniziativa hanno stilato un documento conclusivo in cui si chiede di eliminare il principio del silenzio-assenso, di potenziare le strutture tecnico-scientifiche territoriali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di promuovere un'ampia discussione nel mondo culturale e scientifico sul Nuovo Codice, per evitare che venga varato 'in uno scandaloso silenzio'.
Beni culturali: salviamoli coi girotondi
A Roma, un gruppo di associazioni di tutela e ambientaliste italiane si è riunito per discutere e stabilire strategie di difesa contro l'indebolimento della tutela del patrimonio storico e artistico. L'ultima iniziativa si è svolta sotto il titolo "Beni culturali: un silenzio assordante" e ha coinvolto associazioni come Assotecnici, Associazione Bianchi Bandinelli, Comitato per la Bellezza, FAI, Greenpeace, Inu, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, WWF e alcuni parlamentari del centrosinistra.
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