Zamboni: «Date da rivedere». Il soprintendente: «Non ho ancora il progetto» Il cantiere di Strada Maggiore slitterà al 2009? La domanda, ormai tormentone da mesi, rimbalza nel viso imperturbabile di Maurizio Zamboni, assessore al Traffico. «Lo saprò quando avrò il progetto esecutivo fra le mani», è lapidario. E fa capire in modo inequivocabile che considera chiuso l'argomento. Sempre convinto che i lavori in centro si dovranno concentrare d'estate. Ma non vuole essere lui a rompere il tabù e a parlare apertamente di rinvio, proprio ora che ha appena ascoltato in commissione consiliare i dubbi del soprintendente regionale Luciano Marchetti. Su pavimentazione, banchine e attacchi. Anche se quelli del filobus ci sono già. L'ingegnere aspetta il progetto esecutivo ma sembra rimettere in discussione, soprattutto, la striscia centrale d'asfalto, «soluzione al limite, mi lascia perplesso». Tanto meno il colore rosso, «quello no, sicuramente no. In ogni caso, mi sembra più semplice la pietra». Il soprintendente trova una sponda nella Sinistra democratica di Milena Naldi che propone: «Non sono un tecnico ma per salvare i lastroni si potrebbe pensare di sospendere la guida ottica in Strada Maggiore, ad esempio. Verifichiamolo». Ipotesi subito bocciata da Irisbus, la fabbrica del Civis. «Vorrebbe dire snaturare il progetto», osserva un tecnico. Si cerca di far quadrare il calendario dei cantieri. Una rivoluzione è inevitabile. Anche Zamboni riconosce che «andrà rivisto». Da per sicuro lo slittamento dei lavori in Strada Maggiore Carmelo Adagio, presidente Verde del San Vitale, che per primo aveva ipotizzato il rinvio, ormai due mesi fa. «Mi pare scontato andare al 2009, è così ormai da giorni è diretto il presidente . Molti tecnici ormai lo ammettono, anche se a mezza voce. Mi auguro che la comunicazione ufficiale arrivi in Quartiere quanto prima. Per il 9 maggio abbiamo fissato un'assemblea sul Civis per via Irnerio, lavoro che doveva partire a settembre, ora non so. Abbiamo invitato Comune e Atc, Zamboni e il presidente dell'azienda Sutti. A me interessa sapere dove si lavora e quando. E' urgente perché dobbiamo bloccare le concessioni dei cantieri. Per questo vorrei ricevere la lettera ufficiale, nell'interesse dei cittadini». Lunedì i costruttori le cooperative rosse dovranno discutere il nuovo calendario con l'Atc. Si cerca un accordo anche sui carichi di lavoro. Nell'ultimo schema il Comune concedeva tre mesi per Strada Maggiore, l'impresa aveva replicato: nel nostro contratto ne erano previsti sei. Si potrebbe arrivare a un compromesso onorevole, cinque. Il progetto esecutivo della via più contestata, è noto, dovrebbe essere consegnato a metà maggio. Il soprintendente Marchetti, che ha a disposizione fino a 120 giorni per dare un parere, insiste: «Nel 2006 chi mi ha preceduto non ha detto sì, ha fatto un elenco di prescrizioni. Su pavimentazione, banchine, attacchi aerei. Mi dice che quelli ci sono già? Vedremo. La guida ottica non funziona sulle pietre? Nulla è immutabile, si possono studiare soluzioni diverse. Nulla vieta di pensare a qualcosa di fissato sui lastroni, ad esempio una striscia metallica. Vediamo le proposte dei progettisti, non ho ancora le carte». Ricorda poi: «Il Comune ha promesso che farà un esame statico sul terreno e sulle fondazioni degli edifici». Test che, precisa l'ingegnere, «si potrà realizzare anche per via comparativa, in base al traffico attuale». Conciliante, alla fine: «Non sono un dittatore. Le soluzioni si trovano sempre, se si vuole». Nessun commento da Zamboni, seduto tra gli ospiti della commissione per «un gesto di cortesia istituzionale». E la sala si svuota quasi, quando Marchetti se ne va senza poter dare garanzie al Pd. Restano in pochi, si scalda il consigliere Ecodem Davide Celli: «Non butto via i soldi dell'amministrazione, quando qualcuno mi ha rifilato il Civis». Riferito alla giunta Guazzaloca. Clima quasi da rissa. Italo Bernabei, un cittadino tra il pubblico, è desolato: «Sono stanco di pagare fioriere e cordoli che poi si buttano via». Lorenzo Tomassini di FI arringa: «State spendendo i soldi dei cittadini mentre il soprintendente non ha dato alcuna garanzia sul parere». Poi osa: «II progetto di Guazzaloca era diverso». Dal Pd insorgono: «Non è vero, passava sotto le Due Torri anche quello». Conferma più tardi Maurizio Agostini, ex presidente di Atc, oggi nella squadra di Daniele Corticelli: «Erano previste due linee paritetiche, Strada Maggiore e via Irnerio. Avremmo cominciato dalla seconda, per sperimentare la tecnologia. Se fosse andata male, avremmo rinunciato all'altra». Par di capire che se tornasse indietro non sceglierebbe più il Civis... «Invece sì, eccome ribatte Agostini . E' un super filobus non può essere un metrò-Civis come lo intendono loro. Io lo farei girare da subito sui viali, senza corsie preferenziali e precedenza ai semafori. E poi in centro oggi passano già i jumbo da diciotto metri. Sospendere la guida ottica in Strada Maggiore? Bisogna chiederlo al ministero. Se dà l'ok...».