La promessa è solenne e arriva come un annuncio davanti a tutti: «Lecce avrà la sua soprintendenza ed è questione di poco tempo. Nel prossimo anno, al massimo entro il primo trimestre»: la promessa arriva direttamente da Giuliano Urbani, il ministro dei Beni culturali sbarcato ieri a Lecce per inaugurare il Museo diocesano e per mettere la firma all'accordo-quadro per la destinazione di circa 200 milioni di euro alla Puglia per il recupero del patrimonio culturale. È lui che, tra un incontro e una stretta di mano, che prende l'impegno che tutti qui a Lecce si aspettavano: «Ne avevamo parlato altre volte ma era sempre rimasta una buona idea da perseguire. Ora è qualcosa di più: è la promessa che Lecce avrà presto la sede della Soprintendenza ai beni architettonici che è stata richiesta da più parti». Questo dice il ministro Urbani e poi ribadisce che i tempi saranno tutt'altro che lunghi: «Ci sono le ultime formalità da espletare e c'è un iter di firme che è ormai in dirittura d'arrivo: Lecce avrà la Soprintendenza all'inizio dell'anno. Al massimo, l'avrà entro il primo trimestre». Tempi rapidi, dunque, perché ormai questa città non può aspettare oltre. Troppo importanti i monumenti che meritano un'attenzione esclusiva per aspettare, ogni volta, le decisioni che arrivano da Bari. Troppo urgenti certi interventi per dover dipendere dagli iter burocratici del capoluogo regionale». Un impegno formale, quello del ministro Urbani, che ha subito ricevuto il plauso del sindaco Adriana Poli Bortone: «Per Lecce la sede di una Soprintendenza autonoma sarà un importante passo in avanti sulla strada del recupero e della valorizzazione dei beni architettonici». Poi, dopo il primo pomeriggio dedicato all'incontro, a Palazzo Carafa, con gli amministratori comunali, e una breve visita a Cavallino sul sito archeologico, lo stesso Urbani ha raggiunto Copertino, luogo natale di San Giuseppe da Copertino, per una visita, a sorpresa, dell'antico Santuario della Grottella. Urbani ha visitato, trattenendosi per quasi un'ora, l'interno della chiesa, il chiostro e la celletta di San Giuseppe da Copertino con il guardiano del convento, padre Massimiliano Marsico, a fargli da "cicerone". Urbani si è impegnato ad intervenire con ulteriori fondi statali per il restauro del complesso monastico.