Tarda il progetto per strada Maggiore mentre il soprintendente chiede più pietra e meno asfalto Zamboni: «Il calendario va rivisto». L'Altrainformazione: «Faremo ricorso alla Corte Europea» Il soprintendente assicura un parere «in tempi rapidi» ma il progetto esecutivo tarda. L'ultima novità è che se si opterà per l'asfalto in centro questo non sarà rosso Slitta al prossimo anno il cantiere del Civis in Strada Maggiore. L'assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni non lo dice chiaramente ma la conclusione è inevitabile. «Il calendario dei lavori va sicuramente rivisto», annuncia infatti ieri Zamboni dopo l'intervento del Sovrintendente regionale Luciano Marchetti in Comune. Le date parlano da sole. Il progetto esecutivo del nuovo mezzo elettrico dovrebbe arrivare in Comune dai progettisti di Coop Sette il 15 maggio, quindi essere girato alla Sovrintendenza per il via libera. L'apertura del cantiere è prevista in teoria per il 15 giugno. Ieri allora Marchetti davanti a consiglieri e cittadini ha promesso la massima collaborazione nell'esame del progetto quando gli verrà sottoposto (la legge gli concede 4 mesi per emettere un "verdetto"). Ma non ha dato tempi precisi, né ha dato per scontato un esito positivo. Troppe allora le incertezze, se si pensa che anche il Comune non ha ancora visto il progetto completo e dunque non ci mette le mani sul fuoco. Da qui la presa d'atto di Zamboni: salvo sorprese dell'ultim'ora (come un progetto che soddisfi d'un colpo le richieste della Sovrintendenza) «il calendario dei cantieri va rivisto». A cominciare evidentemente dal primo. Inutile infatti avviare lavori che richiedono almeno tre mesi di tempo (il consorzio affidatario ne aveva previsti addirittura sei), se in Strada Maggiore come in S. Vitale e S.Felice «si fanno solo d'estate, questo non si discute» come ricorda Zamboni. Anche solo un mese di ritardo insomma impedirebbe di riaprire al traffico a settembre. Zamboni non spiega cosa cambierà nel dettaglio, «lo vedremo quando avremo il progetto». Né commenta l'intervento di Marchetti. Eppure il Sovrintendente qualche assist al Comune lo piazza: ai grillini obietta che «no, non c'è un problema di peso, quello che conta sono gli assi e il Civis ne ha più di un normale filobus quindi lo "scarica" meglio». Marchetti assicura poi ai comitati che «non c'è bisogno di una nuova valutazione di impatto ambientale, perché non sono intervenute novità in centro». L'Altrainformazione non si convince, «noi presenteremo comunque ricorso alla Corte europea ai primi di maggio» assicura Delisa Merli. Marchetti però fa anche capire che preferirebbe di gran lunga salvare la pavimentazione in pietra del centro. Secondo i progettisti del Civis per la guida ottica serve l'asfalto, lui replica che «le soluzioni si trovano» e porta l'esempio di Roma, dove via Nazionale è stata rifatta con l'asfalto al centro per sopportare il passaggio di mezzi e il porfido ai lati e sui marciapiedi. Asfalto che comunque «non sarà rosso, quella è stata una scelta provvisoria». «Esattamente quello che prevede il progetto del Civis per Strada Maggiore e S.Vitale», notano in Comune: le due vie misurano 7 metri, di questi solo la metà sarebbero d'asfalto. Impensabile invece una «variante» all'appalto che tolga la guida ottica, come pure ipotizzato dal Sovrintendente, pena la perdita dei 110 milioni di fondi statali. I comitati non si stupiscono del rinvio, ma non si tranquillizzano: «Non c'è solo Strada Maggiore - ragiona Montaguti, vice del comitato Reno -: corre voce che lunedì apranoli cantiere in via Mazzini, faremo nuove iniziative per fermarlo».
Civis, il centro deve attendere un anno
Il progetto per la costruzione di un nuovo mezzo elettrico in Strada Maggiore è stato ritardato. Il soprintendente ha richiesto più pietra e meno asfalto, il che ha portato a una revisione del calendario dei lavori. Il progetto esecutivo dovrebbe arrivare in Comune il 15 maggio, ma l'apertura del cantiere è prevista per il 15 giugno. Il Sovrintendente regionale Luciano Marchetti ha promesso di esaminare il progetto entro 4 mesi, ma non ha dato tempi precisi. Il Comune non ha ancora visto il progetto completo e quindi non può prendere decisioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo