Piacciono, al settimanale statunitense Newsweek, le proposte per il rilancio degli Scavi di Pompei dell'assessore al Turismo della Campania, Claudio Velardi: numero programmato di visitatori «per far sì che ogni visitatore abbia un'esperienza di visita migliore» e raccolta di fondi attraverso i privati, ad esempio, usando l'area archeologica per ospitare eventi o come location per set cinematografici. Idee delle quali l'assessore ha già discusso con le major della tecnologia Google e Microsoft, mentre si riserva di farlo presto con Pixar e Warner Bros, anche alla luce del fatto che il film «Pompei» di Roman Polanski, attualmente in stallo, è stato girato in Spagna. «Velardi - scrive ancora Newsweek - ha una lunga lista di altre multinazionali che ritiene possano essere interessate e capaci di permettersi l'affitto che definisce semplicemente astronomico». Naturalmente Velardi «dovrà affrontare una dura battaglia per ottenere il permesso del governo per qualsiasi uso privato e non italiano», aggiunge il settimanale. E le polemiche non si sono fatte attendere: in una nota, l'Ugl Beni Culturali scrive che «prima di pensare a set cinematografici, a scene hollywoodiane e a generosi sponsor che, almeno per il passato, venivano solo preannunciati» occorre «risolvere i problemi di gestione di Pompei, oltre al recupero alla fruizione delle case chiuse e ad un piano di infrastrutture per la cittadina vesuviana». Il sindacato ricorda che «la supersoprintendenza archeologica più importante del mondo oggi non ha ancora un consiglio di amministrazione».
Velardi: Pompei in affitto. Ed è bufera
L'assessore al Turismo della Campania, Claudio Velardi, propone di rilanciare gli Scavi di Pompei attraverso la raccolta di fondi attraverso i privati, ad esempio attraverso l'uso dell'area archeologica come location per eventi o set cinematografici. Ha già discusso con multinazionali come Google, Microsoft e Pixar, ma dovrà affrontare una battaglia per ottenere il permesso del governo per qualsiasi uso privato. L'Ugl Beni Culturali ha espresso preoccupazioni sulla gestione di Pompei e sul recupero delle case chiuse, e ha richiesto un piano di infrastrutture per la cittadina vesuviana.
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