Visitare uno dei tesori artistici più interessanti della nostra provincia è oggi diventato più semplice. Grazie infatti a sei guide del Servizio Civile Nazionale promosso dall'associazione Volturnia Civitas presieduta da Enrico Di Rauso, il Museo Diocesano di Capua, fino a pochi mesi fa visitabile solo su prenotazione, è attualmente aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13. I sei volontari, tutti giovani studenti tra i 20 ai 27, garantiscono l'apertura al pubblico delle due sedi in cui si articola il bellissimo museo, di cui è direttore responsabile monsignor Domenico Di Salvia: la sede centrale attigua alla cattedrale, situata all'interno della cappella del Corpo di Cristo, e quella distaccata che occupa alcuni locali e il bellissimo campanile del Vanvitelli del complesso di San Gabriello. La visita guidata della durata di un'ora, sempre disponibile e gratuita, come del resto l'ingresso al museo, conduce i visitatori alla scoperta di preziose tele e reliquie dall'enorme valore artistico e storico. Al primo piano della sede centrale è infatti possibile ammirare tre tele di Tommaso Martini, pittore calabrese del '700, la Madonna col Bambino attribuita a Antoniazzo Romano, e lo splendido dipinto proveniente dalla chiesa capuana di San Giovanni delle Dame Monache che raffigura la Madonna della Rosa risalente al XIV secolo. Di notevole pregio sono anche alcune mattonelle esagonali maiolicate del XV secolo, decorate con simboli, stemmi, ornamenti floreali e diversi ritratti delle famiglie Caetani e Aragona. Interessanti sono poi gli arredi sacri che si trovano nelle numerose vetrine presenti nella cappella, come calici d'argento, candelabri e reliquiari, e soprattutto lo splendido piviale del cardinale Roberto Bellarmino, che fu arcivescovo di Capua poi divenuto santo. Scendendo nella cripta si trovano, tra le altre opere, due reliquiari in cristallo di rocca prodotti nel IX secolo in Egitto. «A San Gabriello, all'interno di una teca del '700, si trovano le reliquie di Santa Placida - spiega la guida Maria Grazia Balzanella, laureanda in Conservazione dei Beni Culturali - Maria Amalia di Sassonia, moglie di Carlo III, ne ricompose il corpo, trovato nel cimitero del Verano a Roma e la rivestì con sete di San Leucio, per poi donarla alle Carmelitane scalze che vivevano nel convento». Molto interessante è poi una vasca in pietra verde egiziana, proveniente da una villa dell'Antica Capua, che fino al '43, anno in cui la città di Capua venne bombardata, si trovava nel Duomo ed era usata come fonte battesimale. L'allestimento del Museo diocesano, curato da Iacobitti, è quello del 1992, inaugurato per la venuta a Capua di Giovanni Paolo II, mentre l'inaugurazione della sede distaccata di S.Gabriello è del 1998, dopo il restauro iniziato nel 1984. È però ai volontari che si deve l'attuale percorso realizzato con pannelli e didascalie.
CASERTA - Il Museo Diocesano espone i suoi tesori
Il Museo Diocesano di Capua è ora aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 grazie a sei guide del Servizio Civile Nazionale. I sei volontari, giovani studenti tra i 20 e i 27 anni, garantono l'apertura al pubblico delle due sedi del museo. La visita guidata di un'ora è gratuita e conduce i visitatori alla scoperta di preziose tele e reliquie. Al museo si trovano tre tele di Tommaso Martini, una Madonna del XIV secolo e mattonelle esagonali del XV secolo. Gli arredi sacri presenti nella cappella sono di pregio, tra cui un piviale del cardinale Roberto Bellarmino. La cripta del museo contiene due reliquiari in cristallo di rocca prodotti nel IX secolo in Egitto.
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