La cultura come risorsa e strumento di dialogo e conoscenza e il ruolo che i privati possono svolgere per sorreggerla e diffonderla. Una metodologia, un indirizzo, un traguardo da raggiungere: si può sintetizzare così la cerimonia di consegna alla Soprintendenza per i Beni ambientali ed architettonici di due quadri acquistati e restaurati da parte della Compagnia di San Paolo, che nell'occasione - ieri a Palazzo Reale - ha presentato anche il bilancio relativo ai suoi interventi a Napoli e in Campania dal 2004 al 2007. Economia a supporto dell'arte, della cultura, del sociale, quasi un paradigma concreto di quanto ha sostenuto il presidente della Compagnia, l'avvocato Franzo Grande Stevens, nato a piazza Vittoria ma trapiantato a Torino da una vita, riguardo alla necessità di vedere la cultura - la storia, l'arte - come risorsa primaria da perseguire per lo sviluppo del Paese in una combinazione di interventi fra pubblico (lo Stato e i suoi inderogabili compiti d'istituto) e i privati e le loro capacità di investimento oltre che l'agilità burocratica. I due quadri sono di Francesco Saverio Candido e ritraggono uno Ferdinando IV, che poi divenne I, l'altro la sua consorte, la regina Maria Carolina d'Austria, sorella della più sfortunata Maria Antonietta, che finì sotto la ghigliottina nell'89 di Parigi. Sono esposti nella sala del Trono, ai lati del grande dipinto del Camuccini che raffigura lo stesso Ferdinando, e al confronto perdono non solo per le dimensioni, ma anche per la qualità pittorica. «Candido, un ritrattista minore, un fotografo del '700, forse leccese, o siciliano», dice nel suo intervento il soprintendente al Polo speciale museale napoletano, Nicola Spinosa, ma queste considerazioni non tolgono valore alla cifra storica e culturale dell'operazione della Compagnia di San Paolo, altamente meritoria per i finanziamenti a sostegno delle attività culturali (ma non solo) a favore di Napoli e della Campania (oltre 85 milioni di euro negli ultimi quattro anni): un valore di documentazione degli ultimi anni del '700, di una storia - lo ricorda sempre Grande Stevens, sottolineando la qualità della cultura illuministica napoletana - che appartiene all'Italia ed in qualche caso l'ha anche fatta. Parole che risollevano il morale della qualificata platea che partecipa alla presentazione, perché capaci di far vedere Napoli per quello che è e non per quello che risulta in questi ultimi, grami, tempi. Dette da un torinese, poi, per quanto «orgoglioso di essere nato a Napoli», come afferma Grande Stevens. I due olii su tela - acquistati a un'asta nel dicembre del 2006 dalla Compagnia di San Paolo e restaurati a Venaria Reale - sono stati concessi in comodato gratuito venticinquennale alla Soprintendenza per i Beni ambientali ed architettonici, ora diretta da Stefano Gizzi, che ha preso il posto di Enrico Guglielmo (a Caserta) e che ha coordinato la presentazione (alla quale intervengono anche il sindaco Iervolino, l'assessore provinciale Basilico, il direttore regionale dei Beni culturali Scala, il sottosegretario uscente alla Cultura, Marcucci, e per la Compagnia di San Paolo il segretario generale Piero Gastaldo e il presidente della Fondazione per il Sud, Carlo Callieri): furono probabilmente un dono dei Borbone alla famiglia palermitana Savona, facevano parte della collezione privata della loro dimora ai Colli, in prossimità del capoluogo siciliano, la cui fabbrica risale al 1751. Entrambi i sovrani sono raffigurati di tre-quarti, e rappresentati negli anni della maturità, il che consente di datare le opere tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio di quelli Novanta del '700. Grande Stevens evidenzia anche la profondità del dialogo culturale tra Napoli e Torino (definendo «inconvenienti speriamo di breve periodo» quanto accaduto in mesi di immagine disastrata). C'è spazio anche per una sollecitazione di Spinosa, che incita le istituzioni locali a «rimettere in ordine Palazzo Reale, e poi Caserta, e poi San Martino» e gli altri monumenti cittadini e regionali senza aspettare interventi esterni e straordinari.
Napoli-Torino, l'asse della cultura
La Compagnia di San Paolo ha consegnato due quadri acquistati e restaurati a Napoli, che saranno esposti nella sala del Trono del Palazzo Reale. I quadri, di Francesco Saverio Candido, ritraggono Ferdinando IV e la sua consorte Maria Carolina d'Austria. La cerimonia è stata presentata dal presidente della Compagnia, Franzo Grande Stevens, che ha sottolineato l'importanza della cultura come risorsa per lo sviluppo del Paese. La Compagnia ha investito oltre 85 milioni di euro negli ultimi quattro anni a sostegno delle attività culturali a Napoli e in Campania. I due quadri saranno concessi in comodato gratuito venticinquennale alla Soprintendenza per i Beni ambientali ed architettonici.
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