LA CONFERENZA. Mario Botta ha parlato delle opere di Consagra in mostra in questi giorni Una visita estemporanea quella di Mario Botta al Museo di Castelvecchio e alla galleria dello Scudo dove la mostra dello scultore Pietro Consagra è stata prorogata fino al 20 aprile. E l'assessore alla Cultura Erminia Perbellini, con la direttrice dei Musei Civici Paola Marini, insieme ad una delle curatrici della mostra, Gabriella Di Millia, vedova di Consagra, e all'architetto Filippo Bricolo in rappresentanza dell'Ordine, ne hanno approfittato per invitare Botta a una conversazione che ha preso spunto dall'allestimento della mostra di Consagra nelle sale del museo e negli spazi esterni. Un allestimento che ha aperto la strada ad una riflessione sul rapporto in architettura tra antico e contemporaneo, così come sulla funzione museale e la politica culturale. Il museo di Castelvecchio, che negli anni '60 grazie alla mano di Carlo Scarpa ha già vissuto l'avventura di un intervento della contemporaneità che Botta ritiene esemplare e tuttora emozionante, oggi «rivive una nuova giovinezza proprio grazie alle sculture di Consagra». La presenza della scultura contemporanea nella corte e nelle gallerie che raccolgono la scultura medievale veronese- ha spiegato- provoca nel rapporto di reciprocità che si viene a creare uno stravolgimento, incoraggiando i visitatori ad una nuova lettura degli spazi e delle mura antiche, ma anche delle sculture contemporanee stesse. «Questo è quanto di meglio possa offrire un museo. Usciamo da questa esperienza con il piacere di aver vissuto un momento di emozione e di bellezza». E in materia di politica culturale «in una fase di estrema globalizzazione, conta- dice Botta- la valorizzazione del territorio e la ricerca della sua identità. Un investimento ben fatto è quello che insiste sulle proprie origini e sulle affinità elettive, attraverso iniziative che si basino sui valori della memoria e della storia, anche contemporanea, attraverso mostre che siano legate al territorio. Le mostre 'supermercato' dai grandi numeri non sono certo un male in sé, ma in un contesto stratificato com'è quello di Verona possono essere lasciate ad altri». E l'architettura? «La contemporaneità non deve solo conservare, ma anche sconvolgere con la forza della sua presenza che può offrire una nuova chiave di lettura del passato. Dobbiamo inoltre riflettere- dice- su un paradosso: viviamo bene negli spazi antichi pensati per le esigenze degli uomini del passato, mentre in quelli progettati per le nostre abitudini spesso purtroppo incontriamo la banalità. Bisogna ritrovare le ragioni del fare e abbandonare quelle puramente economiche."
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Mario Botta ha visitato il Museo di Castelvecchio e la galleria dello Scudo per vedere la mostra di Pietro Consagra. L'assessore alla Cultura Erminia Perbellini e la direttrice dei Musei Civici Paola Marini hanno invitato Botta a una conversazione con la curatrice della mostra Gabriella Di Millia e l'architetto Filippo Bricolo. La mostra ha aperto la strada ad una riflessione sul rapporto tra antico e contemporaneo, sulla funzione museale e sulla politica culturale. Il museo di Castelvecchio ha vissuto un intervento della contemporaneità grazie alla mano di Carlo Scarpa e oggi rivive una nuova giovinezza grazie alle sculture di Consagra.
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