Il cimitero dei Pinti a Firenze è l'unico al mondo solo maschile. Vi sono sepolti 3.800 fratelli della Misericordia, ma è dismesso dal 1898 e dovunque regna l'incuria Un lungo muro sbrecciato su via degli Artisti, un portone sgangherato che si apre cigolando. E improvvisamente sei nell'isola dei morti. Un emiciclo pieno di luce, un prato con qualche croce bianca chiuso da un colonnato da cui svettano statue e busti in marmo. Così appare il Cimitero dei Pinti. Il custode, Piero Ottanelli, 70 anni, a sua volta figlio del custode precedente, è l'unico depositario delle memorie di questo luogo dimenticato e, ad eccezione delle tradizionali ricorrenze dei morti, perennemente sbarrato. «Fino a tre anni fa capitava solo un vecchio ottantenne a portare i fiori al nonno, poi è sparito anche lui. Ogni tanto viene qualcuno a cercare qualche lontano parente sepolto qui. Ma il cimitero è dismesso ormai dal 1898, qui sono sepolti 3.800 fratelli della Misericordia, è l'unico cimitero al mondo solo maschile». Se stupisce ritrovarsi in una sorta di hortus conclusus in mezzo ad abitazioni e condomini che svettano intorno, quello che sorprende è scoprire lo stato di abbandono di questo luogo monumentale della città, sorto nel 1747 per raccogliere i defunti sconosciuti di Santa Maria Nuova (gli scheletri venivano usati per gli studi di anatomia), infine passato nel 1824 all'uso della Misericordia. Nonostante l'erba sia stata appena tagliata, molte lapidi sono spaccate e sprofondate, alcuni monumenti funebri sono rovinati e scheggiati, i numerosi busti sepolti da polvere annosa. Qua e là si leggono alcuni nomi dei fratelli "giornanti", e "buona voglia" ovvero impegnati nei servizi di assistenza della Misericordia. "Lorenzo Federigo Signorini, già giornante del venerdì, mite d'animo e buono negli affari (18101889)". "Cav. Capitano Ferdinando Gugliantini, appartenne alla falange immortale di Curtatone e Montanara...". "Gaetano Bianchi, pittore fiorentino(18191892) e la moglie Merope Romanelli". "Vincenzo Capecchi, professore medico della scuola fiorentina...". Più avanti, un memento mori con uno scheletro inciso («con un acido» suggerisce il custode) su una lapide recita: "A te che miri, ricordo Giovanni Silvestri Fiore, incisi senza ferro né arnese...". Soffitti crollati lungo il loggiato, mostrano le incannicciate rovinate. Stesso disastro in una cappella, con una lapide in ricordo dei principi Ruspoli e di "Alexander Edmond De Taillerand Perigord, principe e duca 17871872", dove sono ormai perduti gli affreschi del soffitto. Un campino non ha più croci: «Durante un bombardamento dell'ultima guerra fu colpita una segheria qui accanto e i legnami furono proiettati qui abbattendo tutte le croci» racconta il custode. Al centro la cappellachiesa con qualche panca schierata ricorda un luogo un tempo di devozione e preghiera, e immette su un altro campo di lapidi spezzate e rovinate, su cui affacciano le grandi finestre sul retro degli studi dei pittori di via degli Artisti. Sotto al loggiato di sinistra sono schierate cinque storiche vetture per trasportare i morti: due carrozze bianche per i bambini, le altre scure e (un tempo) dorate per gli adulti: «Qui doveva sorgere un museo dei carri mortuari delle Misericordia spiega l'ispettore dei cimiteri della Misericordia Paolo Rogai Quello più monumentale è del 1930, trainato da pariglie di cavalli, ma nel '50 fu montato su un camion, serviva per funerali di persone importanti, l'ultimo nel '61 fu per il cardinale Elia Dalla Costa». Dovunque regna l'incuria, la negligenza di quanto sia rito, culto e conservazione del ricordo. Com'è possibile? «Andiamo per urgenze e prima dei morti, dobbiamo pensare ai vivi risponde Renato Tella, del corpo di guardia della Misericordia Esiste un progetto di restauro, dobbiamo raccogliere 12 milioni di euro per costruire la casa di accoglienza Villa San Sebastiano per 100 malati gravi, abbiamo appena firmato il protocollo d'intesa con il Comune di Impruneta». E la soprintendenza come tutela questo spazio? Perché non aprirlo e farne un giardino della memoria? (16 aprile 2008)
la Repubblica
16 Aprile 2008
Firenze - Incuria e degrado nel cimitero per soli uomini
MA
Mara Amorevoli
la Repubblica
Il Cimitero dei Pinti a Firenze è l'unico cimitero al mondo solo maschile, con 3.800 sepolti fratelli della Misericordia. Il cimitero è dismesso dal 1898 e presenta uno stato di abbandono. Il custode, Piero Ottanelli, 70 anni, è l'unico depositario delle memorie del luogo. Il cimitero è stato costruito nel 1747 per raccogliere i defunti sconosciuti di Santa Maria Nuova e successivamente passato all'uso della Misericordia. Le lapidi sono spaccate e sprofondate, i monumenti funebri sono rovinati e scheggiati.
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