Nell'800, quando venne pensato e realizzato per l'allora teatro dell'Accademia degli immobili (oggi Pergola), lo chiamavano «telone». Adesso, più prosaicamente, viene definito «sipario storico» ed è appena rinato a nuova vita dopo 18 mesi di delicato restauro. Si tratta della grande tela dipinta (di circa 140 metri quadrati) che venne mostra per la prima volta il 26 dicembre 1828, alla riapertura del teatro dopo un periodo di ristrutturazione. Esattamente 180 anni dopo la sua «nascita», il «telone» dipinto oggi si stende da una parte all'altra del palcoscenico con il maquillage appena rifatto. Come ha sottolineato il direttore del Teatro della Pergola, Riccardo Ventrella, «si tratta di un oggetto straordinario verso il quale proviamo tutti un grande affetto.Ècome un coperchio di un scrigno, dietro al quale si anima tutto ilmondoche vive e lavora sul palcoscenico». Il rinato storico sipario è prima di tutto un oggetto d'arte. Raffigura infatti - con tutto il fascino della pittura del periodo romantico - L'Incoronazione del Petrarca in Campidoglio di Gaspare Martellini, allievo del Benvenuti. Dopo quasi due secoli di onorabilissima presenza sul palcoscenico della Pergola, il sipario aveva perduto l'iniziale brillantezza dei colori, così come la superficie presentava macchie e aloni derivanti dall'umidità e i tipici danni da stress da movimentazione, come la piegatura in più parti, l'appiattimento sotto il proprio peso e le lacune di colore localizzate in corrispondenza delle cuciture verticali, delle pieghe e delle toppe di tela necessarie per porre rimedio alla perdita del supporto originale. A dire il vero il grande sipario era già stato oggetto di un intervento di bonifica dall'amianto tra il 1992 e il 1994, progettato dal professor UmbertoBaldini che all'epoca era preside dell'Università Internazionale dell'Arte. Stavolta è toccato al suo omologo, Francesco Gurrieri, coordinare il nuovo, risolutivo intervento di restauro che ha visto uniti, in una comunione d'intenti, l'Ente Teatrale Italiano, la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico di Firenze, l'Università Internazionale dell'Arte e, soprattutto, l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze che è intervenuto con oltre 100mila euro per pagare il restauro. Questo ha visto protagonista lo Studio 4 di Firenze che si è occupato di tutte le fasi: dalla laboriosa movimentazione del sipario al suo inserimento nell'apposita cassa per il trasporto, dal restauro vero e proprio alla sua ricollocazione nel Teatro della Pergola dove resterà visibile almenofino allametà giugno, in contemporaneacon «Scene dell'ingegno», lamostra dedicata al bicentenario della nascita di Antonio Meucci, l'inventore del telefono, che lavorò alla Pergola appena qualche anno dopo il montaggio del grande sipario dipinto.