ANCHE se dalla Regione preferiscono temporeggiare prima di ufficializzare la notizia, è ormai cosa fatta: il tanto agognato Museo d'arte contemporanea di Napoli dovrebbe sorgere nell'ex Ospedale della Pace, complesso monumentale di via Tribunali abbandonata al degrado e obiettivo di raid come quello verificatosi domenica scorsa. Scempio firmato da una banda di ladri che, raggiunto l'ingresso secondario della chiesa di Santa Maria della Pace, ha trafugato dal muro le due colonne portanti del '600. Struttura che in passato ha già ospitato mostre e rassegne di arti visive, alquanto casuali e disomogenee. All'indomani della ratifica siglata a Roma, nell'ambito dell'«Accordo di programma quadro» stipulato tra il ministero dei Beni Culturali e la Regione che individuava una serie di mega-attrattori culturali in Campania, i consulenti regionali che hanno lavorato al progetto sono avarissimi di particolari. «Stiamo già lavorando per rendere operativo il progetto fortemente voluto da Bassolini dice Achille Bonito Oliva. Sarò a Napoli la prossima settimana, e credo che allora fisseremo la data di una conferenza stampa in cui Bassolino comunicherà le modalità e i tempi di realizzazione del progetto museale». Tutti, o quasi, hanno appreso la notizia ieri, dalle colonne del nostro giornale; compresi quelli che avrebbero dovuto esserne già al corrente, almeno in virtù di quel coordinamento tra Comune, Provincia, Regione e Enti Museali che dovrebbe presiedere ad un sistema integrato della cultura. Fatto sta che Rachele Furfaro, Rocco Papa e Nicola Spinosa erano completamente all'oscuro dell'accordo e tantomeno, ieri, sono venuti a conoscenza dei dettagli. L'accordo siglato innesca dunque un quadro globale quanto mai strano. Proietta Napoli da centro propulsore artistico e culturale orfano di una struttura stabile per il contemporaneo a sede potenziale di una triplice museale destinata all'arte moderna e contemporanea. Perché dopo anni di annunci politici, di localizzazioni quanto mai «mobili» (e si badi bene non nell'accezione positiva, attribuita al termine da Achille Bonito Oliva), di polemiche premature sulle possibili acquisizioni, intoppi burocratici e progetti rimasti tali attualmente marciano paralleli, almeno sulla carta, tre progetti per altrettanti musei eo gallerie civiche che dir si voglia. Sintomo di una quanto mai auspicata attenzione all'arte contemporanea o di una mancanza di programmazione tra le forze governative? «Rasentiamo il ridicolo - commenta caustico Nicola Spinosa, impegnato nell'allestimento della mostra di Gaspare Traversi che s'inaugura oggi a Castel Sant'Elmo. Una nuova sede per il museo d'arte contemporanea? basta stilare un elenco dei progetti annunciati per rendersene conto...». Lia Rumma, che preferisce non tornare sul progetto per museo al Mercato Ittico presentato alle istituzioni, si augura che «almeno uno dei progetti annunciati si realizzi». Rocco Papa conferma che sia il progetto dei Magazzini Generali che quello di Mazzo Roccella procedono (seppur lentamente, ndr)). «Per i Magazzini stiamo provvedendo a trasferire i fondi destinatici dalla Regione all'Autorità Portuale, soggetto attuatore del progetto - dice il vicesindaco - per Palazzo Roccella sono arrivate le autorizzazioni della Soprintendenza e del Provveditorato alle Opere Pubbliche e i lavori per l'adeguamento dello stabile ai nuovi gradi di sismicità fissati dalla Regione dovrebbero chiudersi in primavera». A spostare il tiro dal contenitore al contenuto è Alfonso Artiaco. «L'apertura di un museo è la notizia più bella per un operatore culturale; mi auguro che il museo regionale non sia l'unico ma che possa inserirsi in una dialettica delle istituzioni - dice il gallerista -. La localizzazione è una questione secondaria rispetto all'identità culturale del museo che mi auspico possa porre l'accento sulla straordinaria storia artistica svoltasi a Napoli negli ultimi cinquant'anni. Non ho mai visitato un museo avulso dalla storia della città; ed in questo ambito rientra anche la scelta del direttore». In cosa si differenzieranno i tre musei, finora virtuali, e quali invece saranno i punti di congiunzione? Queste le domande alle quali nei prossimi mesi, Regione e Comune dovranno fornire risposte concrete.
Si farà un museo, anzi tre
La Regione ha firmato un accordo con il ministero dei Beni Culturali per la realizzazione di un Museo d'arte contemporanea a Napoli. Il progetto prevede la trasformazione dell'ex Ospedale della Pace in un complesso monumentale. Il progetto è stato voluto da Bassolino e i consulenti regionali lavoreranno per rendere operativo il progetto. Tuttavia, ci sono ancora molte incertezze sulla realizzazione del progetto, come la data di una conferenza stampa e i tempi di realizzazione. Alcuni esperti e operatori culturali hanno espresso dubbi sulla realizzazione del progetto, considerandolo un simbolo di una mancanza di programmazione tra le forze governative.
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