IL DOPO VOTO. Con 5 leghisti a Roma, è la prima volta dai tempi della Dc che un sindaco può contare su una «pattuglia» così nutrita di parlamentari del suo partito Tosi dà i compiti ai «suoi» onorevoli Fondazione Arena, ultimo tratto della Transpolesana e variante della Statale 12 sono le missioni da compiere per la città Quelli che contano, per far piovere soldi sulla città, sono i ministri o i sottosegretari, meglio se con portafoglio. Ma se anche non ci sarà qualche veronese, nella compagine governativa Pdl-Lega Nord di Berlusconi, qualche opportunità per Verona, sulla scia delle elezioni politiche, potrebbe esserci. Cinque degli otto fra deputati e senatori veronesi del centrodestra appena eletti sono infatti della Lega Nord, il partito del sindaco Flavio Tosi, che in città ha un elettore su quattro e in provincia quasi uno su tre. Si tratta di Federico Bricolo (senatore) e poi dei deputati Matteo Bragantini, Francesca Martini, Alessandro Montagnoli e Giovanna Negro, questi ultimi due fra l'altro sindaci, rispettivamente di Oppeano e di Arcole. A questi si aggiungono i deputati Aldo Brancher e Alberto Giorgetti e la senatrice Cinzia Bonfrisco, del Pdl, sempre nella coalizione di centrodestra. Gli altri sei sono di centrosinistra, 5 del Pd e uno dell'Idv. Bisogna andare indietro di 21 anni, alle elezioni politiche del 1987, ai tempi del sindaco Dc Gabriele Sboarina, per avere un numero maggiore di deputati dello stesso partito del sindaco: allora gli eletti nella Dc furono sette, quattro deputati e tre senatori. COGLIERE L'OCCASIONE. Ma come l'amministrazione conta di far fruttare l'opportunità? Il sindaco pone due richieste prioritarie, il federalismo fiscale, «fondamentale per mettere a disposizione del territorio una quantità maggiore di risorse economiche», spiega, e la sicurezza. «Serve un giro di vite sugli immigrati clandestini, perché ormai ci sono situazioni intollerabili, sul nostro territorio», precisa, chiedendo anche «più rirorse per le forze dell'ordine». «MENO OSTACOLI». Il sindaco chiede però ai suoi parlamentari, quelli della Lega in particolare, di portare a casa risultati sul fronte della sburocratizzazione, per avere meno ostacoli alle opere pubbliche avviate e ai progetti in cantiere. «Alla Corte dei Conti a Roma è depositato il contratto di vendita della caserma Passalacqua al Comune, ma è tutto fermo da mesi e basterebbe mezza giornata per mettere la parola fine e permettere, così, che il Comune possa utilizzarla, a cominciare dall'area che sarà destinata a parcheggio. Aggiungo poi gli edifici dell'Arsenale, che in parte vorremmo mettere nel patrimonio della Fondazione Arena che poi, fra l'altro avrà lì una parte della propria sede». Tosi ribadisce poi di «volere modifiche alle Sovrintendenze ai monumenti, che dovrebbero essere su scala regionale, perché non è possibile che progetti di parcheggi e come in piazza Arditi, lungadige Capuleti e piazza Poste siano continuamente bloccati». STRADE. Dopo aver detto no alla tramvia su rotaia, l'amministrazione Tosi cerca ora di poter impiegare i 124 milioni già stanziati dal ministero delle infrastrutture: «Vogliamo una tramvia a sensori, non a binari, che è sempre a guida vincolata e quindi finanziabile. Faremo in modo che si realizzi», dice ancora il sindaco. «Poi chiediamo uno stanziamento straordinario per la Fondazione Arena e una più corretta ripartizione del Fondo unico dello spettacolo, rapportato ai costi che dobbiamo sostenere per gestire l'Arena e un numero elevato di dipendenti. Poi vorremmo sbloccare i 53 milioni dell'autostrada Serenissima per il traforo, ma soprattutto chiediamo all'Anas soldi per completare la strada 434 fino a Basso Acquar e costruire la variante alla Statale 12». Copyright 2008, Athesis S.p.A. - Tutti i diritti riservati