Un destino ancora incerto quello della Pergola, lo storico teatro fiorentino di proprietà dellEnte teatrale italiano. Incerto perché la Pergola, che è nelle mani dellEti dal 1942, rientra tra quei teatri, insieme al Duse di Bologna e al Quirino di Ron a,interessati dal piano di dismissioni imposto da una direttiva firmata, nellaprile dello scorso anno, dal ministro della Cultura Francesco Rutelli. Latto ministeriale imponeva sostanzialmente allEti - che è lente pubblico preposto alla valorizzazione delle attività teatrali, siano di prosa, musicali o di danza - di rimanere attivo soltanto nella promozione, e non nella distribuzione, del teatro italiano. E dunque di dismettere i propri teatri (quattro in tutto, aggiungendo ai tre già citati anche il "Valle" di Roma). A n anno di distanza dal diktat di Rutelli, sul "che fare" dei teatri dellEti sono ancora molte le incertezze, a dispetto dellimpegno profuso dal direttore enerale dellente, Onofrio Cutaia, nellelaborazione di un piano dintervento. Quel che si sa e che il teatro Valle - che come la Pergola di Firenze non solo è gestito, ma è di diretta proprietà dellEti - rimarrà patrimonio dellEnte. Per laltra struttura romana, il Quirino, è stata decisala dismissione della gestione, attraverso una gara pubblica, con la formula di "concessione di servizi". Più complessa, ma ormai indirizzata su una strada ben definita,la situazione del Duse di Bologna che proprio negli ultimi giorni ha visto linteresse della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Tutto questo mentre il Comune del capoluogo emiliano ha dimostrato il proprio interessamento per la gestione, anche se la trattativa non si è ancora concretizzata in un atto compiuto per le difficoltà di reperire in bilancio le somme necessarie. Per questo lEti potrebbe decidere di "accompagnare" la dismissione del teatro lungo un percorso pluriennale, almeno fino al 2011, garantendo. LA SITUAZIONE Sotto le Due torri entra in campo la Fondazione del Monte A Firenze trattative per garantire gli addetti un finanziamento annuo di 6oomila euro; e nella partita è entrata, nelle ultime settimane, anche la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, intenzionata a rilevare limmobile dai privati che ne sono proprietari. In un quadro che si va ormai definendo, resta ancora da chiarire cosa sarà della Pergola. Che è lunica struttura per la quale le trattative avviate con gli enti locali (in particolare col Comune di Firenze) si trovano ancora in "sostanziale stallo", come si legge in un comunicato sindacale congiunto diffuso dopo un incontro svoltosi la settimana scorsa a Roma con i vertici dellEnte Teatrale. Ai circa cinquanta dipendenti dellantico teatro fiorentino sono state date ampie garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali, ma è evidente che nellincertezza le preoccupazioni dei lavorai tori restano. Per la Pergola, che risale al 1656 e vanta alcuni storici primati (ipiù noti quello di essere stato la "patria" del melodramma, e quello di più antico al mondo tra i teatri allitaliana", cioè a ordini di palchi sovrapposti), la soluzione al problema potrebbe adesso arrivare da un compromesso. Il teatro rimarrebbe cioè nella sfera di competenza dellEti, finché non dovessero riaprirsi le trattative con gli enti locali. In attesa, magari, di un ripensamento anche da parte del nuovo governo.
BENI CULTURALI - Sui teatri Pergola e Duse resta il nodo dismissione
L'ente teatrale italiano, l'Eti, ha un destino incerto per il teatro Pergola di Firenze. La Pergola è stata interessata dal piano di dismissioni imposto dal ministro della Cultura Francesco Rutelli, che prevede la dismissione dei teatri dell'Eti. L'Eti ha già dismesso il teatro Valle di Roma e il Quirino di Roma, e ora sta trattando con il Comune di Firenze per la gestione della Pergola. La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna ha anche espresso interesse per il teatro Duse di Bologna. L'Eti ha garantito che i dipendenti della Pergola saranno mantenuti nel lavoro, ma le trattative sono ancora in "sostanziale stallo".
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