Dopo ponte Milvio ora si agganciano ai monumenti della piazza In coppia o solitari ora sono appesi allinferriata della chiesa di San Vincenzo Più che una moda, un fenomeno incontrollato che si sta estendendo in ogni parte della città. Una sorta di epidemia che contagia giovani e turisti che si giurano amore eterno appendendo qualche pezzo di ferro negli angoli più belli della capitale. E così, dopo ponte Milvio e ponte SantAngelo, i lucchetti dellamore arrivano a pochi metri dalla Fontana di Trevi. Questa volta ad essere stato preso di mira dai fanatici del sentimentalismo è il cancello della chiesa dei santi Vincenzo e Anastasio, situata allangolo tra piazza fontana di Trevi e via di San Vincenzo. Il cancello, installato da non più di un anno per proteggere dai vandali il luogo di culto della comunità ortodossa-bulgara, da qualche settimana è diventato oggetto delle attenzioni del popolo dei lucchetti, che ha scelto di lasciare il proprio pegno damore nel cuore del centro storico. Un totale di non più di quindici lucchetti appesi sulle sbarre del cancello da giovani emulatori dei protagonisti del libro "Ho voglia di te", il romanzo di Federico Moccia da cui è partita la moda dei lucchetti dellamore. E nonostante pochi giorni fa proprio sulle pagine del quotidiano "La Repubblica" è stato lo stesso scrittore romano a esortare i giovani a non appendere i pegni damore in luoghi diversi da ponte Milvio per non creare inutile degrado, la moda dei lucchetti si sta espandendo a macchia dolio in tutta la città. Il tradizionale lancio della monetina nella vasca della fontana di Trevi rischia dunque di essere soppiantato da un rito per teen-ager convinti che per rendere un amore eterno sia sufficiente attaccare un po di ferraglia sui monumenti di Roma. Una moda giovanile che continua a suscitare la curiosità di turisti che a fatica si spiegano come mai nei luoghi più belli della città vengano appesi dei lucchetti con i nomi di coppie di innamorati. Considerando poi che il rito impone che la chiave venga gettata nel fiume, non è da sottovalutare la possibilità che, non avendo il Tevere a disposizione, i giovani innamorati lancino le chiavi dei lucchetti nella fontana di Trevi. Allo stesso modo cè il pericolo che, come già avvenuto a ponte Milvio e a ponte SantAngelo, il cancello della chiesa dei Ss. Vincenzo e Anastasio diventi oggetto di scritte e atti vandalici. Da tempo, infatti, il modaiolo gesto romantico viene completato scrivendo (sui marmi delle balaustre di ponte Milvio o sulle ringhiere di ferro di ponte SantAngelo) dediche sentimentali, messaggi in codice o scritte damore. Frasi che ogni giorno vengono rimosse dalle pattuglie del decoro urbano del Campidoglio, ma che puntualmente i giovani writer si ostinano a riscrivere. Atti vandalici che nella mappa del degrado hanno le coordinate di ponte Milvio, ponte SantAngelo e adesso anche di Fontana di Trevi.