Il sindaco pronto a parlare non del se realizzare i progetti ma del come. Il leader An: se sul tram ha i soldi vada pure avanti Scontro sul tunnel Tav Domenici: ne discuto coi ministri. Migliori: denari sprecati Grandi opere, si continua a parlarne anche ad urne chiuse. Il sindaco Leonardo Domenici annuncia: «Di Tav, tramvia e Loggia di Isozaki discuterò solo con i futuri ministri». Ma il coordinatore regionale di An Riccardo Migliori, appena rieletto deputato, avverte: «Il tunnel è uno spreco di fondi e fa risparmiare appena un minuto». "Si proceda senza danneggiare i cittadini facendo venire meno i servizi che sono erogati dai Comuni" "Non ci saranno rimpasti. Nuovi assessori? E unipotesi ma le elezioni hanno cambiato molte cose" "Il Pd deve farle, dopo questo risultato è chiaro che il candidato sindaco sarà un suo esponente" Il Pdl chiede di rivedere le grandi opere di Firenze? «Se si sposta il dibattito dal "se" al "come" farle possiamo discutere». Fino a cambiare i progetti per tramvia, Alta velocità e loggia Isozaki? «Passiamo oltre, ne discuteremo con i ministri del nuovo governo». A due giorni dalla chiusura dei seggi, il sindaco Leonardo Domenici tira le somme del voto e replica così al Pdl che anche ieri, seppur con toni diversi da esponente a esponente, ha ribadito di voler «rivalutare» e «rivedere» i progetti di Firenze. Unipotesi che Domenici non intende neppure discutere. Almeno termini in questi toni risolutori. Almeno con gli esponenti locali del Pdl: «La campagna elettorale è finita», dice il sindaco rievocando la visita del ministro berlusconiano Lunardi, che si convinse della scelta della stazione sotto gli ex Macelli e concordò un tracciato tramvia non più dietro la cupola ma deviato su via Martelli, che poi è quello di adesso nonostante il referendum. Sulla cancellazione dellIci sulla prima casa annunciata da Berlusconi, in veste di presidente dellAnci (lassociazione dei Comuni italiani) Domenici chiede certezze sui tempi e sui soldi: «LIci è la fonte principale delle entrate dei Comuni e spero che si possa lavorare in modo costruttivo con lobiettivo di non danneggiare i cittadini facendo venire meno i servizi». Per le casse di Palazzo Vecchio, lazzeramento dellIci prima casa equivale ad un minore introito di circa 45 milioni di euro: «Soldi che servono a finanziare tutte le attività dellamministrazione e se vengono tagliati abbiamo bisogno di risorse sostitutive», dice anche lassessore al bilancio Tea Albini, prima dei non eletti nella lista de Pd alla Camera. Quanto alla legge speciale per Firenze, chiesta a gran voce dai neoeletti parlamentari del Pdl, Domenici appare scettico: «Il sindaco non ha partecipato a questo dibattito - ha detto parlando di sé in terza persona - perché ognuno ha la sua dignità da difendere». Ovvero: «Presentino il testo della proposta, gli articoli con gli obiettivi e le cifre, poi ne discutiamo. Adesso non so cosa sia». Dai numeri del voto usciti fuori dalle urne il sindaco ne ricava «uno spostamento a destra e una perdita di voti per il centrosinistra che ha pagato soprattutto il fallimento dellesperienza del governo Prodi, che non è detto sia il fallimento di Prodi». A Firenze però il Pd al 50 per cento è un «risultato importante», che va ben oltre le aspettative. E lindicazione che se ne deve trarre, dice il sindaco vestendo gli abiti dellesponente del Pd, è riassumibile in due parole: «Consolidare, aprirsi». Domenici considera «un dato negativo» lesclusione della Sinistra dal parlamento. «Il problema è che la Sinistra continua ad avere un atteggiamento ideologico e cavalcare tutte le proteste non paga»: ma sarebbe comunque un errore, dice il sindaco, se il Pd si «sentisse autosufficiente». Deve al contrario dialogare con le forze della Sinistra Arcobaleno rimaste fuori dal parlamento nazionale ma presenti in consiglio comunale: «Non ha neppure senso adesso discutere se il Pd deve correre da solo o no - sostiene Domenici - il discrimine è dato dai programmi». Si farà il rimpasto di giunta che era stato ipotizzato? «Non faccio rimpasti». Neppure linserimento di un nuovo assessore socialista? «E una ipotesi, però le elezioni hanno cambiato molto». Quella che abbiamo davanti è una fase nuova di rapporti e alleanze, dice il sindaco citando un passo dal libro di Giulio Tremonti «La paura e la speranza» sul dissolvimento della rappresentanza e sulla democrazia sessantottina. «Io mi confronterei anche con lUdc se non ci fosse Mario Razzanelli in consiglio comunale», si abbandona alla battuta Domenici chiamando in causa il promotore del recente referendum sulla tramvia. Come procedere adesso in vista delle elezioni del 2009 e della scelta del futuro candidato sindaco? «Ribadisco che si devono fare le primarie». Senza eccessive lacerazioni, «con logica unitaria». Ma in ogni caso primarie promosse dal Pd, perché «dopo questo risultato ottenuto in città è chiaro che il futuro sindaco sarà un esponente del Pd». Niente primarie di coalizione. Sarà il Pd ad organizzare le primarie. Probabilmente non riservate agli aderenti, ma aperte a tutta la cittadinanza.
TOSCANA - TAV "Non discuto se farle ma come" Domenici al Pdl: ne parlerò con i futuri ministri
Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha annunciato di discutere con i futuri ministri i progetti di Tav, tramvia e Loggia di Isozaki. Il coordinatore regionale di An, Riccardo Migliori, ha avvertito che il tunnel è uno spreco di fondi e fa risparmiare solo un minuto. Il Pdl ha chiesto di rivedere le grandi opere di Firenze, ma Domenici è scettico. Il sindaco ha anche ribadito la necessità di consolidare e aprirsi, dopo il voto che ha visto il Pd al 50% e la Sinistra fuori dal parlamento.
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