Il caso La Fondazione Carisbo restituisce il silenzio al Compianto di Santa Maria della Vita: Fabio Roversi Monaco ha fatto sua la proposta dei firmatari dellappello contro la nuova ambientazione dellopera di Nicolò dellArca, inaugurata dalla Fondazione nella notte bianca di «Bologna si rivela». Oltre sessanta persone, tra docenti universitari, avvocati, giudici, storici dellarte, avevano chiesto di «spegnere» almeno in alcuni orari la teatralizzazione del complesso, illuminato dai proiettori e commentato da un testo sonoro registrato. Ieri lannuncio di Roversi Monaco: «È stata rilevata una disarmonia, bene, riportiamo larmonia. Il sonoro sarà eliminato e riproposto a richiesta del visitatore». La Fondazione Carisbo restituisce il silenzio allurlo pietrificato del Compianto di Nicolò dellArca: «Quando dei cittadini agiscono assieme, per operare a vantaggio della nostra città, che ne ha tanto bisogno, se rilevano una disarmonia, io penso che debbano essere ascoltati», spiega Fabio Roversi Monaco. E perciò ai firmatari dellappello contro lambientazione «son et lumière» del Compianto sul Cristo morto che la Fondazione aveva commissionato a Studio Azzurro, verrà restituito il silenzio, così come avevano chiesto: quel «silenzio che ciascuno poteva riempire dei propri pensieri e sentimenti» e a cui si era sostituito un testo registrato. «Hanno rilevato una disarmonia, bene, restituiremo larmonia. Torneremo al buono che abbiamo fatto. Significa eliminare sicuramente il testo sonoro registrato, che potrebbe essere ascoltato a richiesta». Cristina Venturoli, lavvocato che aveva promosso lappello online, «tra amici» e senza troppo contarci, non si trattiene: «Sono contentissima - ripete -, riavere il silenzio mi sembra già tantissimo. Per le luci pazienza. Scriverò a tutti i firmatari, un giorno ci troveremo tutti assieme di fronte alle statue, ovviamente senza fare rumore». Spiega Roversi Monaco che, «tantopiù di fronte a unopera come questa, il contenuto dei firmatari è non solo legittimo ma, nella sostanza, condivisibile». Poi è vero: «La petizione, per il numero e il ruolo delle persone alle quali è stata inviata, ha assunto il tono di una denuncia più che di una proposta», e questo al presidente della Fondazione un po dispiace. Perché, domanda, «rispetto al bugigattolo in cui si trovava prima il gruppo delle statue conveniva non fare niente?». E ancora: «Non cado nella tentazione di dire quanto e quali situazioni sarebbero da denunciare, certamente più gravi. Limportante è iniziare. Della proposta dei firmatari dellappello io voglio cogliere la positività». La nuova ambientazione era stata inaugurata il 28 gennaio scorso, in occasione della notte bianca di «Bologna si rivela», nel fine settimana di Arte Fiera: il Santuario di Santa Maria della Vita, dovè conservato lopera commissionata allo scultore dellArca di San Domenico dalla Confraternita della Vita, è entrato da allora a far parte del percorso storico museale della Fondazione. Del Compianto la Fondazione ha curato la nuova collocazione e ne ha commissionato una rilettura al collettivo di artisti pluripremiati, Studio Azzurro, interrogandone la sensibilità contemporanea - «e perciò evocare Disneyland, come è stato fatto, è a dir poco sconveniente», commenta Roversi Monaco. «Si poteva fare meglio, forse; ma si può ancora migliorare, tantopiù che quanto è stato realizzato, è stato ideato per un evento», aggiunge. In conclusione: «Ho parlato di disarmonia e riporteremo larmonia. Torniamo al buono che abbiamo fatto. Questo significa che verrà sicuramente eliminato il testo sonoro registrato. Si potrà fare in modo che sia ascoltato a richiesta».