Recupero della cappella della sacra sindone a torino La cappella della Sindone, a Torino, dovrebbe riaprire al pubblico nel 2011. Saranno allora passati 14 anni dal rogo che quasi la distrusse la notte del 12 aprile 1997. Finora è stato consolidato il basamento, ora tocca alla delicata cappella progettata da Guarino Guarini: è la parte più danneggiata dal rogo. Entro ottobre saranno assegnati i lavori per un importo di 11 milioni di euro più Iva. L'unica incognita secondo la Soprintendenza è la carenza di ditte abbastanza specializzate, i fondi infatti ci sono e sono disponibili dal 1997. Finiti i lavori saranno installati impianti, serramenti e illuminazione, poi la cappella sarà nuovamente pronta a ospitare i fedeli. Bisogna riuscirci entro il 2011, quando Torino sarà il cuore dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, un motivo in più oltre alla riapertura per la ventilata ostensione straordinaria del sacro lino. «Incrociamo le dita», ha commentato la direttrice dei lavori, Mirella Macera, che da più di un decennio segue questo restauro. «Sono molti i motivi di questi tempi così lunghi», ha raccontato Macera , «dopo l'incendio potemmo solo puntellare la cappella, prima che l'edificio fosse chiuso per consentire il regolare svolgimento delle due ostensioni del 1998 e del 2000. Rientrammo nell'edificio nel 2001, nel frattempo abbiamo però ultimato la progettazione». Un adempimento fondamentale per sbloccare i circa 50 miliardi di lire stanziati per il restauro all'epoca. «Dal 2001 al 2007 abbiamo lavorato sui rilievi e sulla portanza delle varie parti», ha illustrato Macera, «molte sono state le sorprese, e quindi gli interventi non preventivabili». Si è così arrivati al 2007, quando finalmente dalla cappella si è partiti per consolidare il basamento, che è contiguo e alto quanto il Duomo. «Finora abbiamo speso 10 milioni di euro, il restante sarà per la cupola», ha spiegato Macera. Le domande per il primo lotto da 186 mila euro per l'acquisto dei marmi neri sono già state presentate un paio di settimane fa. Entro fine mese sarà la volta del maxi-bando da 10,5 milioni per il restauro vero e proprio, entro l'estate l'ultima gara da mezzo milione di euro per il consolidamento dei conci in marmo. Rispetto al passato, se la curia darà il suo assenso, dovrebbe sparire la grande vetrata che divideva il Duomo dalla cappella, ricreando la continuità che il Guarini immaginò e che fu troncata nel XIX secolo per volere di Vittorio Emanuele II, infastidito dalle correnti di aria fredda. Per il resto la cappella sarà esattamente come prima dell'incendio.