TESORI CITTADINI. Lo studioso di architettura militare ascoltato a Palazzo Barbieri dalle commissioni sesta e terza L'architetto Bozzetto: «Mura degradate, urgente decidere la gestione» Il Demanio le vorrebbe affittare al Comune. Che invece le chiede gratis Le mura sono in pericolo. In molti punti, la cinta muraria che per secoli ha protetto la città si trova in uno stato di degrado strutturale tale che un suo restauro si fa sempre più impellente. A sostenerlo è un esperto di archeologia militare, l'architetto Lino Vittorio Bozzetto, invitato dalle commissioni sesta e terza, presiedute da Lucia Cametti e Alberto Zelger, a fare il quadro della situazione. Lo stesso esperto ha definito tali fortificazioni una «antologia architettonica complessa che attraversa duemila anni di storia militare cittadina». Un patrimonio quindi che va preservato dal degrado ambientale, ma anche elevato al ruolo di attrazione turistica e di un riutilizzo funzionale. Bozzetto ha spiegato che egli stesso aveva contribuito a redigere il Piano delle mura, accolto dalla passata amministrazione e poi «perso per strada». La prima difficoltà per riuscire ad affrontare la questione, ha spiegato, è la gestione degli spazi. I bastioni sono infatti di proprietà del demanio il quale intenderebbe, secondo i tecnici del Comune, ricavarne profitto dall'affitto alle Amministrazioni locali e associazioni. Ma Palazzo Barbieri sembra avere un'idea diversa, infatti l'assessore Daniele Polato avrebbe già inoltrato richiesta per ottenere in concessione gratuita l'intero perimetro murario in cambio del mantenimento. Senza questo trasferimento di poteri ogni progetto o idea sull'utilizzo dei bastioni cadrebbe quindi nel vuoto. Le iniziative rispettose di questi luoghi di storia, ma anche in grado di risolvere alcuni problemi di spazio della città, sono molte come fa notare l'esperto. Basterebbe prendere ad esempio altre città come Ferrara e Lucca per ridare vita e dignità alla cinta muraria. «Stiamo parlando di un milione e 140 mila metri quadrati di superficie», specifica Bozzetto, «con 17 torri scaligere, due speroni fluviali e 11 bastioni realizzati tra il 1700 e il 1800. Le ragioni di eccellenza ci sono tutte, ma a ciò non corrisponde la valorizzazione». E prosegue: «La questione della cessione da parte del demanio si prolunga da vent'anni e oramai c'è urgente bisogno anche di stazioni di monitoraggio delle condizioni statiche, perché l'ultimo restauro risale al 1830». Ma se la questione bastioni è ancora ferma al punto di partenza di vent'anni fa, non lo sono gli studi, i piani e le idee. Infatti negli ultimi anni un tracciato di rivalutazione delle mura è stato fatto, sono stati anche realizzati un documentario e un sito internet (www.veronafortificata.it). Non si parte da zero, quindi, come fa notare il consigliere Patrizia Bravo, ma si potrebbe iniziare con una grande mostra.
VERONA - Per salvare i bastioni seguite l'esempio di Lucca
L'architetto Lino Vittorio Bozzetto ha espresso preoccupazione per lo stato di degrado delle mura di Verona, che richiedono un restauro urgente. Le mura, che hanno una storia militare di duemila anni, sono in pericolo di degrado strutturale e richiedono una gestione efficiente. Il Demanio vuole affittare le mura al Comune, ma Palazzo Barbieri chiede una concessione gratuita per il mantenimento. Bozzetto ha contribuito a redigere il Piano delle mura, ma la gestione degli spazi è una delle principali difficoltà. Le iniziative per valorizzare le mura sono molte, ma non sono ancora state attuate.
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