Un cauto ottimismo ha pervaso ieri le due commissioni terza e sesta, riunite per parlare dell'accordo tra il Comune, la Fondazione Arena e il ministero dei Beni e attività culturali che, tra le altre cose, ha deciso il blocco degli allestimenti, tra cui quindi anche la tradizionale Rassegna di presepi, dal 1 novembre al 31 marzo ad esclusione della stella. Una decisione che nei mesi scorsi ha messo sottosopra la politica cittadina che, in maniera trasversale, si era erta a difesa della mostra. Dopo una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale, due commissioni su tale argomento e una petizione sottoscritta dagli esercenti di piazza Bra, una sottocommissione ha incontrato alla fine di marzo il direttore regionale della Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici del Veneto, Ugo Soragni. Il presidente della commissione, Alberto Zelger ha quindi riferito agli altri consiglieri l'esito dell'incontro spiegando che Soragni «si è dimostrato disponibile alla richiesta di continuare ad allestire la mostra, ma ha anche evidenziato che si tratta di un accordo politico non meramente burocratico, per cui si possono fare delle integrazioni ma non si può modificare». A detta di Zelger, il Soprintendente, pur non sbilanciandosi, avrebbe sostenuto che per esprimersi ufficialmente dovrà prima sentire il parere della dirigenza nazionale ai beni architettonici e degli spettacoli. Entro fine mese, quindi, arriverà da Venezia il «verdetto» che stabilirà se la rassegna potrà o meno festeggiare il 25anno di vita.G.C.
VERONA - Dalla Soprintendenza segnali di disponibilità
Due commissioni del Comune di Firenze hanno incontrato il direttore regionale della Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici del Veneto, Ugo Soragni, per discutere dell'accordo tra il Comune, la Fondazione Arena e il ministero dei Beni e attività culturali. L'accordo prevede il blocco degli allestimenti, tra cui la tradizionale Rassegna di presepi, dal 1 novembre al 31 marzo ad esclusione della stella. Soragni si è dimostrato disponibile alla richiesta di continuare ad allestire la mostra, ma ha anche evidenziato che si tratta di un accordo politico non meramente burocratico.
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