Ancora nulla si sa in merito alla sostituzione di Serenita Papaldo - la soprintendente ad interini dovrebbe lasciare l'incarico per la fine del mese - e alla nomina di una dirigente di ruolo a capo dell'ufficio di tutela di Modena e Reggio: voci su cui è però difficile trovare riscontri presso il ministero della Cultura darebbero comunque in arrivo la studiosa Sandrina Bandera Bistoletti, con all'attivo studi su Giotto e l'arte lombarda e parente della notissima storica dell'arte Mina Gregori. Vale la pena in attesa fare una breve analisi storica sull'importanza della nostra piccola - per numero di personale - soprintendenza, augurandoci magari che prima o poi si pensi a una rassegna capace di esaltarne la storia, sulla falsariga di quanto a Ravenna si sta facendo con la mostra "La cura del bello" (fino al 22 giugno, catalogo Electa) dedicata allo studioso ministeriale Corrado Ricci (1858-1934). Dal 1939 al 1943, ricorda l'utile volume "Dizionario biografico dei soprintendenti storici dell'arte (1904-74)" edito da poco da Bononia University Press con il coordinamento dell'ex soprintendente Maria Grazia Bernardini, vennero a dirigere l'ufficio studiosi come Ugo Procacci (1905-91) noto per utilizzare molto la ricerca d'archivio - pratica "noiosa" a cui anche oggi ben pochi storici dell'arte si dedicano - Filippo Di Pietro (1875-1960) e Armando Ottaviano Quintavalle (1894-1968). Un peso di gran lunga maggiore lo esercitò il fiorentino Roberto Salvini (1912-1985) che governò le arti modenesi dal 1943 al 1956. In questi anni, dopo studi purovisibilisti in Germania e filologici con Mario Salmi, Salvini subì anche un arresto per partecipazione alla Resistenza (1944) e fu molto attento in periodo di guerra alle sorti delle maggiori opere d'arte trasferite momentaneamente nel castello di Guiglia sulFAppennino. Successivamente riordinò la Galleria e il Medagliere Estense prima di passare alla direzione degli Uffizi e alla cattedra di storia dell'arte all'università di Firenze. Ne prese il posto per il decennio successivo Augusta Ghidiglia Quintavalle (1904-88) la cui allieva Lucia Fornari ancora oggi regge le sorti della soprintendenza di Parma: si perfezionò con il modenese Adolfo Venturi e fin dal 1935 "incrociò" a Modena come ispettrice all'Estense. L'ultima soprintendente prima della nascita del ministero della Cultura nel 1975 fu la volitiva Amalia Mezzetti (1909-1995), che dal '67 al '74 fu capace di dedicarsi a fondo alle sculture romaniche del Duomo. La studiosa risistemò la Galleria Estense insieme a Leone Pancaldi e in una "storica" conferenza stampa criticò la scarsa affluenza di pubblico al museo già stretto nel Palazzo dei Musei. Passano i decenni, ma la situazione non cambia...