Stangata sullex sindaco, cinque condanne e 45 immobili dissequestrati Cinque condanne, unassoluzione, 45 immobili dissequestrati e, come da dispositivo della sentenza, «restituiti nella proprietà degli aventi diritto». Così si chiude, dopo una camera di consiglio durata 3 ore e mezzo, il processo contro presunti abusi edilizi compiuti a Taggia nella costruzione del complesso residenziale Borgo San Martino. In dettaglio, le due condanne più pesanti sono toccate al progettista, Gian Franco Roggeri, e a Piero Gilardino, già sindaco del paese e assessore regionale alla Floricoltura per Forza Italia. Tutti e due gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli del reato di truffa e abuso dufficio, e condannati quindi a 1 anno e 11 mesi di reclusione. Per abuso dufficio pena di un anno e sei mesi, con linterdizione per un anno dai pubblici uffici, per Tiziano De Silvestri, lingegnere che redasse la relazione di compatibilità idraulica del complesso edilizio. Con lui, per lo stesso capo dimputazione e con la stessa pena, condannati anche Marco Merlo, al tempo dei fatti responsabile dellUfficio tecnico del Comune, ed Enzo Viani, dirigente del settore Urbanistico e difesa della provincia di Imperia. Assolto invece il sesto imputato, Domenico Roggeri, padre di Gianfranco e legale rappresentante della Borgo San Martino srl. Regge quindi il teorema del pm Marco Zocco che aveva stralciato il filone San Martino dalla maxi inchiesta per corruzione che vede indagati lex sindaco di Taggia Lorenzo Barla, lex presidente della camera di Commercio Giuseppe Bianchi e lex deputato Vittorio Adolfo. A sua volta linchiesta nasce dallo scandalo delledilizia di Ospedaletti per il quale Zocco ha già ottenuto diverse condanne. Alludienza di ieri era assente Gilardino, cui il tribunale ha attribuito, in solido con lingegner Roggeri, il pagamento di una provvisionale di circa 500mila euro alle parti civili costituite nel procedimento. Per i legali della difesa parla Bruno De Giovanni, che assisteva i due Roggeri: «Dalla lettura del dispositivo della sentenza, evinco il dissequestro degli alloggi. Vi è dunque, la possibilità di intestare le case a coloro che le hanno prenotate e questo, per noi, è un primo dato di rilievo. Sugli aspetti penali, naturalmente, non siamo daccordo e per questo motivo faremo appello, perché i nostri assistiti non hanno commesso i fatti di cui sono accusati. E potremmo anche essere i primi in Italia a non avvalerci della prescrizione».