Da ieri Bruno Santi è il nuovo soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Ha firmato i necessari documenti ma il suo mandato è iniziato lo scorso primo aprile. Resterà in carica esattamente 11 mesi, perché dal primo marzo 2009, per raggiunti limiti di età se ne andrà in pensione. Fino alla fine dello scorso mese di marzo Santi era alla guida della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico di Firenze, Prato e Pistoia che adesso non esiste più, essendo stata smembrata in 2 tronconi che sono stati accorpati al Polo Museale Fiorentino (per i beni del territorio di Firenze città) e alla Soprintendenza per i beni architettonici di Paola Grifoni (per i beni mobili della provincia di Firenze e di Prato e Pistoia). Il commento di Santi a quest'ultima manovra era stato tutt'altro che politically correct: «Il Ministero ritiene, forse in buona fede, di poter rimediare alle presunte inefficienze dell'amminiustrazione, risistemando uffici centrali, dividendo o riunendo le competenze delle soprintendenze territoriali, giungendo fino a cambiare inopinatamente le loro denominazioni a tutti i livelli: insomma, cambiando etichetta alla bottiglia che tuttavia conserva in vino consueto». Nonostante ciò, Santi è orgoglioso e felice di tornare all'Opificio, dove aveva già prestato servizio all'inizio degli anni Ottanta. Da quando nacque l'Opificio (mella forma attuale, cioè nel 1975) Santi è il settimo soprintendente dopo, nell'ordine, Umberto Baldini, Margherita Moriondo Lenzini, Anna Forlani Tempesti, Antonio Paolucci, Giorgio Bonsanti, e Cristina Acidini.