Tra gli assunti anche 19 elementi per lorchestra del teatro: 15 professori e 4 coristi. Ora i dipendenti sono 326 Gabriele (Cgil): un premio a chi aspettava da anni Samaritani (Cisl): patto da esportare Il sovrintendente: "Nessun rischio dagli annunciati tagli: i costi sono già a bilancio" -------------------------------------------------------------------------------- Alla Scala se la sognano una notizia così. Incurante della scure in arrivo sul bilancio, il Teatro Regio offre alla città il suo annuncio trionfale. «Il consiglio di amministrazione ha ratificato, la scorsa settimana, lassunzione di 51 lavoratori a tempo indeterminato», racconta il sovrintendente Walter Vergnano ai giornalisti convocati nella sala riunioni del quarto piano, in piazza Castello. «Sarebbe bastato un comunicato di due righe - prosegue - ma abbiamo ritenuto che la notizia meritasse qualcosa di più». E infatti lo merita. Cinquantuno lavoratori già in forze al teatro (3 amministrativi, 29 tecnici, 15 professori dorchestra e 4 artisti del coro) regolarizzati, cinquantuno famiglie felici. Lorganico dellente lirico sale a 326, su una pianta organica di 354. Un incremento quasi del 20 per cento. «La deprecarizzazione deve essere lobiettivo primario di unazienda - dice Vergnano - Questo accordo è il risultato di una lunga e in alcuni momenti aspra trattativa che è stata condotta assieme alle parti sociali nella massima discrezione e nella piena concertazione. Le assunzioni rispondono ad esigenze artistiche, non burocratiche. Queste persone sono state determinanti, in questi anni, nel processo di crescita del Teatro. I costi della regolarizzazione sono già stati messi a bilancio e saranno sostenuti a prescindere dal taglio, se ci sarà, sui contributi del Comune». Caduti i vincoli della Finanziaria, laccordo con i sindacati prevede che entro il 2011 vengano regolarizzati altri 15 lavoratori cui nel frattempo è stato prolungato il contratto a termine. In tempi di precariato cronico e conti aziendali che non tornano, nel triste panorama degli enti lirici italiani affetti da bilanci in rosso, il Regio di Torino rappresenta unisola felice e un esempio di capacità manageriale. Come la Fiat di Marchionne. «Un risultato eccezionale - commenta Pietro Gabriele della Sic Cgil - raggiunto nella piena condivisione di responsabilità e obiettivi, che premia lavoratori in attesa da anni». Con questa tornata, lorchestra raggiunge lorganico pieno. Le prossime assunzioni saranno fatte per concorso. «Il clima in orchestra ora è ulteriormente migliorato - dice Roberto Lirelli della Fials - La serenità e laffiatamento tra gli artisti sono necessari, fanno bene al teatro». Athos Boscolo, segretario della Uilcom, sottolinea come lavoratori e sindacati «siano stati coinvolti nel confronto, anche attraverso referendum» e quanto le modalità di accordo raggiunto con la direzione «siano un modello da esportare». Di eccellenza parla anche Vittorio Samaritani della Fial Cisals: «Il Teatro Regio è lunica fondazione lirica italiana a poter vantare un numero di assunzioni così alto, negli atri teatri i lavoratori regolarizzati si contano sulle dita di una mano».