Viaggio tra firmatari e sostenitori dellappello contro il "son et lumière" Emiliani: "Doveva essere solo un happening". Sgarbi: "Ha ragione" Si sono aggiunti altri nomi, a quelli già riuniti in poche ore, con il solo ricorso al passaparola informatico: altri nomi e altre firme chiedono che la drammaturgia di suoni e luci che da gennaio anima il Compianto sul Cristo morto di Nicolò dellArca venga interrotta - se non per sempre per alcune ore, ogni tanto, almeno. Lo chiedono - la petizione sarà inviata alle Soprintendenze, allAusl proprietaria del Santuario museo di Santa Maria della Vita, alla Curia, alla Fondazione Carisbo, al Comune, al Fai - una sessantina tra docenti universitari e avvocati, giudici e impiegati, ricercatori e medici, pensionati e studenti. Lo chiede ad esempio Fabrizio Lollini, storico dellarte medievale, che ha aderito allappello promosso dallavvocato Cristina Venturoli. E lo chiede Paola Donati, docente di Antichità greche e romane. Lo chiedono Pier Cesare Bori, docente di Filosofia morale, e Isabella Zanni Rosiello, già responsabile dellArchivio storico di Bologna. Ma il fronte è molto più ampio. Tutti «oscurantisti» come li ha definiti - «etimologicamente» - Philippe Daverio, curatore dellintervento, tutti «conservatori»? Se si inviasse un documento video a Tahar Ben Jelloun, lo scrittore di origine marocchina, aderirebbe senzaltro anche lui. Nellestate del 2006, dopo una lunga visita a Bologna, scrisse del Compianto che «Questopera è di una modernità eccezionale; ha la bellezza ed il mistero dellinesplicabile, è come se assistessimo a unopera lirica o a una tragedia recitata da personaggi muti». La frase contiene tutte le parole chiave in grado di descrivere il gruppo di statue in terracotta conservato in Santa Maria della Vita, e la reazione che ha suscitato lintervento del collettivo di artisti e designer Studio Azzurro, invitati dalla Fondazione Carisbo a rileggere e interpretare lopera capolavoro della scultura del Quattrocento. I personaggi della tragedia - la Madonna, le tre Marie che DAnnunzio descrisse «dementate dal dolore», Nicodemo e lapostolo Giovanni, il Cristo deposto - sono illuminati a uno a uno; il silenzio è rotto da un testo registrato che riporta, sussurrando, le testimonianze di scrittori e storici dellarte. Scrivono i firmatari dellappello che «Evidentemente si è ritenuto che in una civiltà della parola come la nostra, il silenzio della pietra fosse obsoleto, inadeguato, e andasse quindi aiutato e illustrato dalle parole». Andrea Emiliani, che da soprintendente curò limpresa del restauro e della ricollocazione dellopera, oggi non nasconde che «mi meraviglia che la Fondazione Carisbo e il museo di S. Maria della Vita abbiano dato a questo intervento un significato più durevole di quello di un happening». Andrea Ginzburg, docente di economia all Università di Modena e Reggio, è tra i firmatari dellappello e spiega perché: «Mi sembrava più rispettoso il modo del passato di presentare il Compianto; non era necessario aggiungere un elemento spettacolare, ed é distorcente. Evocare Disneyland non è inappropriato». Tuttavia, lelemento spettacolare in più si traduce in un aumento dei visitatori, quanti il Compianto non ne attirava in passato. E secondo Philippe Daverio questo effetto da solo giustifica la novità. È un argomento non banale. Ma «ci sono tanti modi per richiamare lattenzione dei visitatori, non necessariamente quello di abbagliarli», replica Andrea Ginzburg: «tentare degli esperimenti è lecito, ma vanno abbandonati quando il risultato non è allaltezza». Questa considerazione trova pienamente daccordo Vittorio Sgarbi, secondo il quale «rendere permanente limpresa di Studio Azzurro è dissacratorio: quellilluminazione teatralizzata non può che essere a tempo». Dunque coloro che hanno aderito alla petizione «hanno perfettamente ragione e il presidente della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco, dovrebbe prendere consapevolezza della loro richiesta e consentire anche una visione non interpretativa, e dunque discussa e discutibile».
BOLOGNA - "Restituiteci il silenzio" Disney, gli oscurantisti e il capolavoro conteso
Un gruppo di firmatari, tra cui storici, docenti, avvocati e medici, ha lanciato un'appello contro l'intervento di Studio Azzurro nella drammaturgia del Compianto sul Cristo morto di Nicolò dell'Arca al Santuario di Santa Maria della Vita a Bologna. L'intervento, che ha aggiunto un elemento spettacolare con l'illuminazione dei personaggi, è stato considerato da molti come dissacratorio e ha suscitato una forte reazione. I firmatari sostengono che l'intervento non è stato necessario e che la pietra è stata alterata in modo permanente. La petizione richiede che l'intervento venga interrotto e che la drammaturgia originale venga restaurata.
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