Un funzionario: il deputato udc Dina segnalò i nomi da assumere «Il deputato regionale dellUdc Nino Dina ha fornito nominativi di lavoratori da assumere nella società Arte e Vita (oggi Beni Culturali spa) anche dopo aver lasciato la carica di presidente del consiglio di amministrazione». È Ottavio Mussumeci, direttore del personale dellazienda a capitale misto che per la Regione gestisce la vigilanza dei siti museali e archeologici, a portare per la prima volta in aula il nome del deputato dellUdc già venuto fuori più volte nel corso dellistruttoria ma mai raggiunto da alcun provvedimento giudiziario. Alla ripresa del processo, bloccatosi a lungo per la trascrizione di numerose intercettazioni, le dichiarazioni di Mussomeci rilanciano gli elementi a carico di Dina ma anche di due degli imputati, il suo successore alla presidenza del consiglio di amministrazione della società, Giuseppe Di Giovanni, e larchitetto Mario Messineo, ex direttore generale di Arte e Vita e fratello dellattuale procuratore della Repubblica di Palermo. «I nominativi del personale interinale da impiegare presso Arte e Vita, nella realtà dei fatti, - ha aggiunto Mussomeci - venivano forniti dal presidente Di Giovanni sia a me, che allarchitetto Messineo» Nel dibattimento sono imputate, con accuse che vanno dal falso alla truffa allabuso dufficio, 14 persone. Secondo quanto affermato da Mussumeci, le cui dichiarazioni sono entrate ieri a fare parte degli atti del processo con lacquisizione di un verbale sottoscritto in aula, venivano richieste a società di lavoro interinale assunzioni di personale temporaneo. Laccusa, rappresentata dal pm Fabrizio Vanorio, sostiene che lillecito non era la raccomandazione in sé e per sé, ma lartificiosa creazione dei vuoti di organico che giustificavano le sostituzioni: in sostanza, secondo laccusa, venivano organizzate delle missioni fuori Palermo, non necessarie e molto costose, e il personale veniva così dirottato altrove e sostituito dagli interinali. Fino ad ora il deputato regionale dellUdc Dina che si dichiara «estraneo a tutto e allibito per le accuse», non è mai stato indagato nellambito del procedimento e nessun illecito gli è stato contestato dalla Procura.