La scuola di specializzazione dei beni storici e artistici ha solo cinque allievi per una svista del ministero -------------------------------------------------------------------------------- La scuola di specializzazione in beni storici e artistici, lasciapassare per i concorsi pubblici che portano alla Soprintendenza, è «off-limits» per gli studenti di arte del Dams. Solo cinque allievi, laureati in lettere e in storia, si sono così iscritti per lanno accademico in corso a una specializzazione che voleva raggiungere i 30 studenti e che ormai vede i bilanci del 2007-2008 irreparabilmente in rosso. E la paradossale situazione in cui si trova a Bologna la scuola di specializzazione universitaria diretta da Renato Barilli, ultima «tranche» di un curriculum di 7 anni di studi universitari che guida la carriera di storici dellarte. «Il Ministero dellUniversità, nel riassetto delle scuole di specializzazione, ha considerato il Dams come una laurea in Musica e spettacolo - spiega il coordinatore didattico della scuola, Paolo Granata - mentre gli studenti del Dams arte a Bologna sostengono molti più esami in storia dellarte ad esempio di un laureto in lettere a indirizzo artistico. Ciononostante, il bando prevedeva che potessero sostenere la prova di ingresso solo laureati in conservazione dei beni culturali, lettere, lingue e civiltà orientali, storia». Lultimo bando escludeva dunque gli studenti del Dams che volevano partecipare al test di ingresso e alla prova hanno partecipato solo 6 candidati, di cui cinque oggi frequentano il corso, che ha una retta di circa 1.500 ero allanno. «Questo intanto è un grosso danno per le nostre finanze, la scuola si mantiene con le rette, in particolare per quanto riguarda i professori a contratto - spiega Barilli - e comunque fa emergere un vecchio pregiudizio che i colleghi di storia dellarte hanno verso gli studenti laureati al Dams. Io conto che entro lanno prossimo la situazione sarà stata corretta, dovrebbe uscire a giorni la comunicazione sulla Gazzetta ufficiale». Aspettando che il Ministero corregga una «svista» che colpisce in modo particolare la facoltà di Bologna, gli studenti si sentono scoraggiati da questo ennesimo intralcio in una carriera di per sé lunga e difficile. «Ci siamo sentiti tutti colpiti, ci è sembrato che la nostra laurea non valesse più nulla - dice Stefania Reccia, rappresentante degli studenti della scuola - se si tratta di un errore, è stato molto grave».