Non ha sorpreso più di tanto la cancellazione definitiva dall'elenco triennale dei lavori pubblici di 361 mila euro per interventi urgenti sulla struttura della Chiesa di Gello. Una somma che era presente dal 2002 fino allo scorso anno. Ora che la donatrice dello storico manufatto è morta il Comune ha pensato bene di mettere fine a qusta storia lasciando che le intemperie cancellino definitivamente il segno della nostra storia. Ma non c'è da stupirci considerato che proprio quest'anno la giunta ha cancellato dalla sua geografia l'ufficio cultura. Ora in molti si domandano quale sarà la reazione per questo fatto da parte del locale gruppo Archeologico di Camaiore che da anni si batte per il restauro dell'antica chiesa. C'è da ricordare che agli inizi degli anni'80 la signora Luisa Araujo donò al Comune la chiesa eretta presumibilmente attorno al 1089, annessa ad un monastero di suore benedettine. Il sindaco dell'epoca, Fabio Pezzini, in una riunione del consiglio comunale, arrivò ad ipotizzare di realizzare nella ex chiesa uno spazio culturale per mostre e concerti. L'intervento del sindaco fu tanto convincente che quasti tutti i consiglieri votarono con entusiasmo l'accettazione della donazione. Ma nel 1989 la signora Araujo rendendosi conto che la chiesa si deteriorava di anno in anno senza che l'amministrazione comunale intervenisse, andò in Comune e si rese conto che l'edificio non era stato ancora acquisito al patrimonio. Quindi ripropose la donazione e il consiglio di nuovo l'accettò. Ma di veri interventi nella chiesa non ce ne sono mai stati fatti se si esclude uno di somma urgenza, per un importo di 42 milioni di lire. Come dire che nel palazzo civico di quella chiesa importava ben poco. Ed ora, il colpo di grazia. A meno che il sindaco Bertola non intenda fare marcia indietro. La chiesa è intitolata a S.Martino ed è stata costruita nell'XI secolo. La decadenza del monastero annesso è datata 1405 anno in cui le monache furono trasferite nel monastero di Santa Giustina a Lucca. L'ultima badessa, suor Colomba, nel 1412 vendette il monastero ad un certo Pardinello quondam Vannucci di Vado per riparare la chiesa. G.G.