Mancano dieci minuti a mezzogiorno quando l'assessore regionale all'Urbanistica Gianvalerio Sanna varca la soglia dell'ufficio del procuratore della Repubblica Mauro Mura. È accompagnato dall'avvocato Giuseppe Maciotta, presto raggiungono l'ufficio del capo della Procura l'aggiunto Mario Marchetti e il sostituto Daniele Caria. Si tratta di un incontro sollecitato da Sanna su un tema specifico: il piano paesaggistico regionale e le delibere interpretative che hanno creato qualche difficoltà, ad alcuni sono sembrate addirittura contra legem, espressione insomma di una volontà politica mutata in materia di beni paesaggistici e identitari. Non a caso sono state invocate dalla difesa di alcuni costruttori coinvolti nelle inchieste penali che hanno sequestrato i cantieri e bloccato i lavori. Fin qui la linea della Procura ha trovato conforto nei provvedimenti dei giudici, l'ultimo sul cantiere edile di via Caboni: è stato confermato il sequestro, il Tribunale del riesame che depositerà le motivazioni lunedì. Diversa invece l'interpretazione del Tar che di recente ha bocciato lo stop ai lavori nel cantiere di via Gallinara. Il problema comunque esiste, da più parti si invoca la certezza del diritto mentre la Procura prosegue lungo la strada intrapresa con la ferma convinzione che l'unico punto di riferimento debba essere il piano paesistico regionale: ogni circolare o delibera interpretativa non ha alcuna efficacia sotto il profilo penale. In poco meno di un'ora Sanna assicura ai tre magistrati che la volontà politica non è affatto cambiata: la Regione ha una posizione rigida sull'applicazione del Ppr anche se sin dal primo momento ha detto di non voler paralizzare la Sardegna. L'assessore consegna i documenti del piano custoditi in due cartelle rosse, quando lascia l'ufficio di Mura sono le 13. «Era opportuno fare il punto sulle attività che stiamo svolgendo noi e quelle della Procura», dice ai giornalisti, «in piena autonomia però. Non ci può essere identica interpretazione sul versante penale e su quello politico. Le circolari sono esplicative del piano, non sostitutive né modificative. Per cambiare il Ppr occorrerebbe infatti un iter identico a quello con cui è stato approvato. Noi abbiamo approvato il piano ma per renderlo applicabile lo dobbiamo interpretare. Stiamo continuando nella missione iniziata il 7 settembre 2006. Io rappresento la maggior rigidità sul piano e sono per la certezza del diritto».
SARDEGNA - Piano paesistico, l'assessore Sanna in Procura
L'assessore regionale all'Urbanistica Gianvalerio Sanna si incontra con il procuratore della Repubblica Mauro Mura e l'avvocato Giuseppe Maciotta per discutere del piano paesaggistico regionale e delle delibere interpretative che hanno creato difficoltà. Sanna afferma che la volontà politica non è cambiata e che la Regione ha una posizione rigida sull'applicazione del piano. L'assessore consegna i documenti del piano e afferma che le circolari sono esplicative del piano, non sostitutive né modificative. Sanna rappresenta la maggior rigidità sul piano e si oppone a una interpretazione diversa.
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