PORTO TORRES. Lintenzione era quella di riaprire almeno arzialmente larea archeologica circostante il Palazzo del Re Barbaro, limponente impianto termale che si affaccia sul mare, in occasione della Festha Manna. Ma i tempi di lavorazione non consentono eccessive accelerazioni con il conseguente rinvio di almeno un mese. Sarà invece agibile larea degli scavi che si affaccia sul rio Mannu dove, oltre alla domus con mosaici, lultima campagna di scavi ha portato alla luce una serie di strutture, quasi certamente la cinta muraria che separava la città dal porto fluviale. Grossi massi perfettamente squadrati che, secondo unaltra ipotesi, potevano costituire il banchinamento di attracco delle navi onerarie (da trasporto) che facevano la spola fra il porto do Ostia e quelli della Spagna e delle Francia meridionale, e che facevano tappa a Turris Libisinis. Nel frattempo, però, prosegue il lavoro degli archeologi ipegnati in una serie di scavi nellarea adiacente limpianto termale. A progetto ultimato, dovrebbero essere visibili altri edifici pubblici che dovrebbero essere letteralmente attraversati dal camminamento per i visitatori. Inoltre, per la fine della primavera, dovrebbe essere riportato alla luce il mosaico dellOrfeo, uno dei reperti più importanti venuti alla luce nellarea urbana di Turris. Ma i lavori della Soprintendenza non riguardano solo larea archeologica. È stata infatti completata la riprogettazione dellintervento sul Ponte Romano che, oltre alla messa in sicurezza e alla ricostruzione (evidenziata) dei parapetti, prevede la messa in luce del lastricato che corre per lintera lunghezza del ponte. Un centinaio di metri di sede stradale risalente al primo secolo, anche se sono evidenti gli interventi successivi della mano delluomo che ha però utilizzato i materiali originali. Con questi interventi (che sono comunque poca cosa rispetto alla vastità dellarea da scavare) la Soprintendenza ai beni archeologici intende valorizzare almeno una patrte delle vestigia di Turris. Questo in attesa che si faccia concreta lipotesi di un intervento della Regione Sardegna. Anche nel corso dellultimo incontro con gli amministratiori comunali, il presidente della giunta regionale Renato Soru ha ribadito lintenzione di voler valorizzare larea archelogica, allinterno di un progetto più ampio di riqualificazione della zona. Nel frattempo la Soprintendenza ha avviato una serie di caratterizzazioni geologiche lungo il fiume, dalla foce fino a Ponte Pizzinnu. Indagini mirate a individuare il tipo di sottosuolo che corre lungo gli argini del fiume, con la neppure troppo segreta speranza di riuscire a individuare in prima battuta lantico porto fluviale, ma soprattutto tracce di insediamenti punici se non fenici.