Facile passeggiare tra le rovine di Roma. Uno spettacolo, di notte, quando nessuno vede, quando puoi far scattare i flash seduto su un pezzo di storia romana, con una birra e un panorama mozzafiato, magari a lume di candela. Perché è vero che le telecamere di sorveglianza ci sono, ma le passeggiate notturne si susseguono indisturbate. Basta andare al Teatro di Marcello. lato Portico dOttavia, per verificare quanto sia facile, un po per sfida, un po per gioco, entrare nellarea archeologica. «Ci sono diversi ingressi, tutti protetti da cancelletti in ferro battuto alti sì e no sessanta centimetri - denuncia unarcheologa dei Beni culturali - Un gioco da ragazzi scalvalcarli. Così una volta allinterno dellarea si può fare di tutto, di giorno e di notte. Ed è un vero peccato, visto che siamo in un luogo storico, voluto da Giulio Cesare e completato dallimperatore Augusto nel 13 a.C.(dedicato allomonimo nipote ed erede designato, morto non ancora ventenne)». E poi rincara la dose: «Ma la cosa più assurda è lasciare i reperti incustoditi tra immondizia e incuria totale. Nemmeno a Bagdad sono tenuti in questo modo. Posso capire che no ci siano i soldi per tutto, ma almeno per la manutenzione... Quei teloni di plastica così consumati, quei rifiuti accatastati tra i pezzi catalogati è davvero uno spettacolo che si potrebbe evitare». Capitelli, colonne, frammenti di marmo con fregi, resti di antichi templi, ma altri pezzi, tanti altri pezzi, sono custoditi allinterno di nicchie chiuse da alti cancelli, ma basta affacciarsi tra le inferriate e vedere in che stato si trovano da troppo tempo ormai. Sono coperti da erbacce, escrementi, rifiuti di ogni genere e strati di polvere accumulati in anni di incuria. «Certo, questo non ferma chi imperterrito vuole portarsi a casa un souvenir continua larcheologa - Basta infilare una mano et voilà il gioco è fatto». Ore 21,30 di mercoledì scorso: un uomo scavalca la recinzione lato Foro Piscario, dopo aver percorso il piccolo ponticello di legno. e salta tra i ruderi. Passeggia. guarda, scatta alcune foto, poi si perde nel buio. Passano quindici minuti e riappare magicamente da un altro lato. «Bello camminare così, senza regole, senza controlli, senza nessuno che ti cacci via...I custodi orinai sono una figura persa nel tempo purtroppo, eppure servivano da deterrente più degli occhi elettronici», continua lesperta. E allora, visto tutto quello che può succedere nelle aree archeologiche capitoline, viene da chiedersi a cosa servano tutte quelle telecamere quei cartelli con su scritto "area protetta da videosorveglianza"? Le guarderà mai qualcuno quelle registrazioni? E se sì, perché non intervengono nel momento in cui si verifica unintrusione, un furto? La sfida può ripetersi in ogni angolo di Roma antica. Così come accade al Foro di Traiano. Anche qui le falle nella sicurezza permettono a chiunque di trafugare tranquillamente casse di reperti, ma cè anche unincuria diffusa nellintera area del Foro, ridotto a un ricettacolo di immondizia da immortalare nelle foto ricordo dei turisti. E chissà quanti non si sono fatti scrupoli di trafugare pezzi di Roma e portarsi a casa, in qualche parte del mondo, un ricordo "depoca". Quanti invece agiscono su commissione, per le organizzazioni che pensano a rimpinguare le collezioni private?. «Certo, linciviltà delle persone non finisce mai di stupirci», commenta una coppia di anziani che abita a due passi dal Portico dOttavia. «Ma questo non giustifica che larea venga mantenuta così. Bisognerebbe, come accade in qualsiasi altra parte dei mondo, che ci fossero delle persone incaricate di controllare che nessuno tocchi nulla di uno dei più antichi edifici per spettacolo giunti fino a noi».
ROMA - Teatro di Marcello: caccia al souvenir tra rifiuti e telecamere "fantasma"
L'archeologa descrive le aree archeologiche di Roma come facilmente accessibili e non sorvegliate, anche di notte. Ha osservato che i reperti sono lasciati incustoditi tra immondizia e incuria. Ha visto persone scalare le recinzioni e entrare nell'area archeologica senza problemi. Ha anche visto persone rubare pezzi di Roma e portarli via. L'archeologa chiede perché le telecamere di sorveglianza e i cartelli con scritto "area protetta da videosorveglianza" non siano utilizzati per prevenire le intrusioni e i furti. Inoltre, l'archeologa lamenta la mancanza di custodi e la mancanza di attenzione alla manutenzione delle aree archeologiche.
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