Una donna al vertice delle Ville Vesuviane. «Segno dei tempi, vuol dire che il ministero per le Pari Opportunità funziona davvero». Stempera con una battuta i toni delle polemiche scaturite dalla nomina a commissario governativo dell'ente per la valorizzazione delle storiche dimore costruite sul Miglio d'Oro. Salta il fossato politico e si presenta con un preciso impegno, Giuseppina Maria Oliviero, 33 anni, ricercatrice della facoltà di Giurisprudenza nella seconda università, figlia dell'ex sindaco di Ercolano, Andrea Oliviero, sorella di Mario (Rory), delegato di Forza Italia per il collegio 24 campano. «Nei prossimi sei mesi costruiremo le basi della nuova fondazione. Lavoreremo per il futuro delle Ville Vesuviane: spero, sinceramente, di poter contare sul contributo di tutte le energie esistenti sul territorio». L'intervento del ministro, però, ha dato l'impressione di un'operazione politica imposta dall'alto. «La nomina di un commissario, per snellire i tempi e agevolare le procedure della trasformazione amministrativa, non può essere considerata una vicenda politica». Si sente condizionata dalle critiche espresse dopo il taglio del consiglio di amministrazione? «No. Fra l'altro non ho ancora alcuna carica, ufficialmente, anche se il ministro ha già firmato da qualche giorno la nomina». Forse i sindaci ricorreranno al Tar. Per non parlare dell'appello rivolto al presidente Ciampi. «Reazioni esagerate, a dir poco. Magari posso capire la vivacità della lotta politica locale, caratterizzata da contrasti tanto personali. Sono sbalordita, invece, per gli attacchi di personalità gloriose, nel passato protagoniste della scena politica nazionale. Con questi sistemi non sarà facile lavorare per le Ville Vesuviane». Parliamo di programmi: nella fondazione entreranno i privati? «Non so ancora quali saranno i ruoli, ma è certo che nel futuro delle Ville Vesuviane ampio spazio sarà dato ai privati». Una svolta per il recupero del patrimonio urbanistico tanto degradato. «Speriamo. L'apporto di grandi imprenditori privati potrà risolvere molti dei problemi che nel passato hanno condizionato la vita dell'ente. Bisognerà creare una simbiosi perfetta con le istituzioni, naturalmente». Quali soggetti saranno protagonisti della fondazione? «È presto per scendere nel dettaglio. Credo sia giusto guardarsi intorno e riflettere, prima di tutto. Poi raccogliere proposte e indicazioni. Infine cercheremo di trovare le soluzioni migliori per valorizzare le risorse storiche e artistiche del nostro territorio».