VERONA - Aveva rimandato a dopo le elezioni ogni commento sulla mostra del Louvre e sullingaggio del manager dellarte Goldin da parte del Comune di Verona. Ma Galan non ce lha proprio fatta ad aspettare tanto e ieri a Venezia, allinaugurazione di una rassegna su Santomaso, ha detto chiaro e tondo cosa ne pensa. E ne pensa male: «Alla Regione del Veneto non interessano interventi occasionali, effimeri, costruiti per essere commercializzati quali specchietti per le allodole. Noi crediamo nel primato del progetto e del metodo», ha detto il governatore. Nella metafora lo specchietto è «Verona e la meraviglia», la mostra che porterà al Palazzo della Gran Guardia alcune opere del Louvre. Appena un paio di giorni fa, lex direttore della Biennale di Venezia Francesco Bonami, aveva usato parole più pesanti, definendola «una mostra truffa». Goldin, in tutta risposta, ha promesso querele. Certo è che con le esternazioni ieri di Galan è ormai manifesto lo scontro tra Verona e Venezia per il primato culturale. Non solo, la polemica aperta dal governatore ha innescato una serie di repliche e controrepliche giocate nel giro di poche ore sullAnsa. Raffiche di reciproche accuse che danno la dimensione dello scontro istituzionale in atto. Probabilmente non solo sul merito del progetto cultura. «Ho preferito il Louvre a un progetto suggerito da Venezia che proponeva, come eventi culturali per Verona, gare di equitazione (dressage) nellAnfiteatro Romano, biennali del cibo e serate rievocative in omaggio a Walter Chiari», spiega Tosi, prima di togliersi un antico sassolino: «Ho pensato: qualcuno sbaglia, come perle elezioni del 2002». Ovvero, quelle perse dal candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Bolla, sponsorizzato da Galan, più che vinte da Paolo Zanotto. «A Verona forse siamo un po plebei e pensiamo che la cultura e le sue manifestazioni non debbano necessariamente essere riservate a unesigua élite», commenta Tosi: insomma, lui porta dal Louvre i «popolari» Leonardo e Botticelli, mentre Galan è per il pur «ottimo Santomaso». Ma il sindaco si riserva unultima stilettata, sostenendo che le «attenzioni critiche» di Palazzo Balbi non erano state riservate alla mostre di Goldin a Treviso e sono tutte rivolte alla sua amministrazione, «mentre locchio veneziano era sempre stato benevolo, in passato, sui brillanti insuccessi dellera Zanotto». Riferimento, fin troppo chiaro, ai venti milioni di buco della lirica allArena «Verona vada oltre i fuochi dartificio», esorta in tutta risposta Galan in una controreplica affidata in serata alle agenzie di stampa. Il governatore chiede conto dei soldi (la mostra di Goldin costerà a Verona circa 4,5 milioni di euro, altrettanti messi dalla società dei manager, Linea dOmbra) e si chiede quanti il Comune ne abbia riservati alle storiche istituzioni culturali veronesi (da Castelvecchio alla Galleria dArte moderna). Quanto al suo progetto, «vi avevano lavorato intellettuali di grande prestigio nazionale e internazionale» ed era stato «definito tenendo conto di quello che Verona nasconde nel suo codice genetico». Infine per il governatore è improprio il paragone su Goldin con Treviso, dove lamministrazione comunale «era rimasta sostanzialmente estranea ad unavventura espositiva che lasciò dietro di sé polemiche e sussurri dogni genere». Non tarda ad arrivare a sua volta la controreplica bis di Tosi. Che sui soldi dice: «Per il museo di Castelvecchio, la Galleria darte moderna, il Lapidario aspettiamo dalla Regione i finanziamenti che qualcuno ventilava di concederci per le serate in omaggio a Walter Chiari o per gli spettacoli di dressage in Arena». «E un vero peccato - aggiunge che qualcuno a Venezia si affidi a "intellettuali di fama internazionale" per calare dallalto le politiche culturali di Verona, dimenticando che per questo cè un sindaco, un assessore alla cultura, una giunta e un consiglio comunale eletti dai veronesi».
VERONA - "Louvre specchietto per le allodole Galan attacca, Tosi: volevi i cavalli in Arena
Il governatore di Verona, Galan, ha espresso durissime critiche alla mostra del Louvre a Venezia, definita una "mostra truffa" dal direttore della Biennale di Venezia. Galan ha affermato che il Comune di Verona non è interessato a interventi occasionali e commerciali, ma piuttosto al primato del progetto e del metodo. Ha anche chiesto conto dei soldi spesi per la mostra e si è rivolto contro il paragone tra la mostra di Goldin a Treviso e quella di Venezia. Il sindaco di Verona, Tosi, ha risposto con una controreplica, affermando che il governatore non ha capito il valore della cultura e che la mostra del Louvre è stata una scelta sbagliata.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo