Chiusa la navata centrale del santuario, ma don Franco è ottimista: «Per ora nessun pericolo di crollo, speriamo di non dover scoperchiare il tetto» Messa all'aperto nel chiostro e sopralluoghi dei tecnici. Verifica su tutte le capriate e le travi che risalgono al Settecento Piove di Sacco La navata centrale del santuario della Madonna delle Grazie è inagibile. Alcuni segnali venuti dalle capriate del tetto hanno consigliato di chiudere quella parte al pubblico e di tenere aperta solo la navata sinistra, con l'altare che mostra il famoso quadro della Madonna col Bambino di Giovanni Bellini detto il Giambellino. Le messe di oggi si terranno nel chiostro. «Purtroppo - spiega don Franco Callegari, da 15 anni rettore del Santuario reduce da un positivo intervento chirurgico - si sono aperte delle crepe sul soffitto dell'angolo sinistro sopra l'altare maggiore. Per precauzione abbiamo chiuso lo spazio ai fedeli. Sono stati effettuati sopralluoghi dei tecnici comunali dai quali sono emersi piccoli cedimenti. Ora dobbiamo verificare tutte le capriate che risalgono al Settecento ed le travi dello stesso periodo che mostrano segni non incoraggianti. Altri sopralluoghi saranno effettuati dalla sovrintendenza ai beni architettonici considerato che tra una capriata e l'altra ci sono affreschi che raffigurano santi e priori dell'antico convento francescano. Per il momento non c'è pericolo di crollo. La mia speranza è di non dover scoperchiare il santuario, ma di poter intervenire dall'interno per rimetterlo in sicurezza». In un primo momento era stata stesa una rete a protezione dell'altare, ora rimossa per permettere le ispezioni dei tecnici. «Per fortuna abbiamo il chiostro dove celebrare le funzioni religiose - aggiunge don Franco - Coloro che non possono rimanere all'aperto possono seguire la messa all'interno della piccola cappella invernale». Il 23 maggio arriverà il vescovo Antonio Mattiazzo per benedire i cinque nuovi capitelli posti lungo il viale che raffigurano i misteri della Luce. La speranza è che per quella data il santuario sia nuovamente agibile.