Pompei. Minacce anonime annunciano la violazione del sito archeologico supervigilato da duecento occhi telematici. I sindacati incolpano il blocco del turn-over e invocano l'intervento delle forze dell'ordine. Per Michele Germano, responsabile locale Cgil, «Gli scavi di Pompei sono terra di nessuno e per questo facile preda di atti vandalici, furti e intrusioni. Se il ministero non provvede ad avvicendare il personale che va in pensione con nuovi assunti, l'area archeologica rischia di rimanere senza vigilanza e corre il serio pericolo di finire in mani sbagliate. Rivendico che si facciano controlli capillari su tutti gli appalti e richiedo la collaborazione delle forze dell'ordine. Polizia, carabinieri e guardia di finanza devono lavorare al nostro fianco. Solo così, la sicurezza degli scavi di Pompei sarà garantita». La riduzione del personale, anche per il leader nazionale della Uil Gianfranco Cerasoli, rappresenta la minaccia maggiore per la sicurezza dell'area archeologica più conosciuta al mondo. «Il nuovo governo dovrà affrontare un nuovo piano di assunzioni per i beni culturali - afferma Cerasoli -. Un piano straordinario di assunzione che, oggi più che mai con l'accorpamento delle soprintendenze di Napoli e Pompei, urge per la salvezza dei tesori di Pompei. La Uil da sempre denuncia la mancanza di cinquecento custodi solo nell'area archeologica pompeiana». Sul fronte delle indagini nessuna novità. Gli inquirenti continuano ad analizzare il testo della lettera minatoria, inviata nei giorni scorsi alla guardia di finanza di Torre Annunziata nella quale si annunciavano furti e atti vandalici ai danni dell'area archeologica pompeiana, per cercare di capire se si tratta di un mitomane o di un'azione criminale annunciata. Per il super soprintendente di Napoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, non ci sono dubbi: «Si tratta di un messaggio di stampo camorristico». Gli addetti alla sala regia della soprintendenza di Pompei, dove convergono i duecento occhi bionici che sorvegliano i sessantasei ettari di area archeologica, in queste ore, sono più vigili e attenti che mai. «Il sistema di videosorveglianza, collegato con la sala operativa del commissariato di polizia di Pompei - dicono i responsabili - difficilmente può essere violato senza che i sensori a raggi infrarossi, installati lungo tutto il perimetro dell'area archeologica, avvertono della presenza di intrusi». Il sistema di vigilanza interno ed esterno è stato potenziato a causa degli episodi vandalici registrati negli anni scorsi. Intanto, sul caso, la Procura di Torre Annunziata ha già aperto un fascicolo d'inchiesta contro ignoti.