«Costruiamo un ostello nella torre» Le condizioni in cui si trova la torre di San Michele in Caprugnana fanno rabbia anche all'ex assessore Walter Meini. Lo stato di degrado è stato segnalato nei giorni scorsi da un servizio del "Tirreno" e questo ha spinto l'ex assessore a intervenire. Meini ricorda di aver più volte «sollecitato l'ufficio tecnico del Comune di Castelfranco a occuparsene, anche se la torre è privata, perché è un valore per tutti i cittadini. E perché nel programma elettorale del sindaco Umberto Marvogli è indicata chiaramente la volontà di acquisire la storica torre». Una sede. Meini rivela inoltre che «il piano del commercio nel centro storico, del dicembre 2006, non è mai stato discusso e approvato, perché è sempre stato rimandato. Eppure era un'opportunità anche per la torre medievale». Che - aggiunge - «si presta a diventare la sede del Comitato del Palio dei barchini con le ruote, ma anche dell'associazione Pro Loco, oppure un ostello della gioventù e anche uno spazio museale. Quella torre ha un valore, e una storia, che non possono essere abbandonati alle intemperie e ai piccioni». Le torri erano sedici. In proposito, ha suscitato curiosità il ritrovamento degli appassionati archeologi Roggero e Gabriele Manfredini di una carta del Cinquecento, dalla quale risulta che il castello aveva sedici torri. Nel Rinascimento, il castello a pianta quadrangolare aveva un impianto risalente al 1250: con quattro torri agli angoli, pentagonali, una per ogni vertice. Più quattro torri sulle porte, quadrangolari, una per ogni lato, alla metà. Più altre otto torri, anche queste quadrangolari, due per ogni lato, ognuna a metà tra la porta e la torre d'angolo. In totale sedici torri nelle mura, che erano circondate da un fossato, largo come una strada, attraversabile solo alle porte. La strada sconnessa. Sotto la torre c'è una porta ad arco. Attualmente preoccupano anche le condizioni della strada, asfaltata - si fa per dire - perché in realtà è sconnessa. «Occorre uno sforzo di buona volontà - aggiunge Meini - senza aspettare che qualcuno, a piedi o in bicicletta, cada e si faccia male, tanto più che la strada è pubblica. Così come è vero che quando piove e tira vento, come in questi giorni, possono cadere calcinacci ed escrementi di piccioni sui passanti, e la torre stessa è vistosamente aggredita dall'umidità». «È proprietà privata di un ex dipendente comunale, è disabitata - conclude l'ex assessore - la situazione non può continuare così; occorre trovare risorse anche per questo "monumento" che sta a cuore a tanti cittadini di Castelfranco di Sotto». Luciano Gianfranceschi