Da un anno è impossibile vedere laffresco in Borgo Pinti È morto il monaco che si occupava delle visite e il compito ora toccherebbe alla soprintendenza Un cartello scritto a mano dice che le visite allaffresco del Perugino sono sospese, chiuse. Borgo Pinti, chiesa di Santa Maria Maddalena de Pazzi, un pezzo di silenzio dentro centro, nel cortile del chiostro che cintura lantico monastero. Proviamo a suonare il campanello: «Si può vedere laffresco?». Il sacerdote che apre la porta sorride e dice di no, dice che vengono spesso i turisti a chiedere, ma che da circa un anno non sono più loro ad occuparsi della Crocifissione, che lopera è passata alla soprintendenza e loro non ne sanno proprio niente: «Ci sono diversi visitatori che telefonano anche per cercare di avere un appuntamento, ma non siamo più noi i referenti e suggeriamo di contattare la soprintendenza». Tra i funzionari dei Beni architettonici e storico artistici cè chi sa bene cosa è successo come il direttore amministrativo Antonio De Crescenzo: «Mesi fa è morto il monaco che si occupava delle visite e che aveva lincarico di assuntore di custodia, adesso dovremmo mandarci del nostro personale, ma ne abbiamo poco e non sappiamo davvero come fare». Significa quindi che il Perugino resterà sbarrato? Oscurato? «E chiaro che non si può lasciare certamente incustodito quellaffresco di valore, né aprirlo alle visite senza che vi sia un responsabile sul posto a controllare. Il sacerdote percepiva un rimborso di soli ottocento euro lordi allanno e un po arrotondava con le offerte... non sarà facile sostituirlo» aggiunge il direttore. Da mesi dunque la Crocifissione del Perugino è sotto chiave nella sala capitolare del piccolo monastero del centro storico che si affaccia su Borgo Pinti. «Prenderò presto contatti con i funzionari - spiega Cristina Acidini, soprintendente del Polo Museale Fiorentino - studieremo il modo per cercare di rendere fruibile questo prezioso affresco» è la promessa. Il dipinto, è stato realizzato tra il 1493 e il 1496 e commissionato dai Pucci. E diviso in tre parti: «Al centro, ai piedi della croce cè la classica Maddalena, a destra San Benedetto e Giovanni Evangelista, a sinistra San Bernardo e Maria - spiega Lisa Guarducci, docente di storia dellarte al liceo classico Michelangelo, scuola che confina con il convento e che un tempo aveva un accesso diretto al dipinto - Questopera ha una forte carica psicologica ed è particolarmente apprezzata sia per lintensità dei gesti dei santi devoti che rivelano la natura contemplativa del soggetto e del suo autore, sia per il paesaggio luminoso e disteso sul fondo».