Anche davanti alla Mole Adriana linvasione dei "pegni damore" Dopo ponte Milvio la moda si allarga alle coppie di stranieri: "È romantico" Dopo Ponte Milvio, i lucchetti dellamore sbarcano sul ponte SantAngelo, a pochi passi dalla basilica di San Pietro. Cambia la location, ma il fenomeno è sempre lo stesso: decine di pezzi di acciaio che deturpano alcuni tra i monumenti più belli della capitale. E mentre a ponte Milvio sono soprattutto i romani, solitamente teen-ager, ad attaccare i lucchetti sulle "catene dellamore", sul ponte che conduce a Castel SantAngelo il fenomeno riguarda prevalentemente i turisti stranieri. Nella parte centrale del ponte, sul lato destro per chi viene dal lungotevere, sono stati infatti appesi circa trenta lucchetti con su scritto "ti amo" in varie lingue. Pezzi di ferro che dovrebbero simboleggiare una passione eterna, un legame indissolubile consolidato dal tradizionale lancio della chiave dei lucchetti nel Tevere. Un fenomeno popolare nato dalle pagine del libro "Ho voglia di te" di Federico Moccia e che però mal si concilia con la meraviglia artistica delle statue scolpite sul ponte da Gian Lorenzo Bernini, angeli di marmo bianco oggi fotografati dai turisti assieme a mucchi di lucchetti che snaturano e nascondono la bellezza del ponte SantAngelo. Una moda, quella dei lucchetti, che su ponte Milvio ha provocato numerosi disagi. Inizialmente, infatti, i lucchetti venivano appesi dai ragazzi sui lampioni del ponte, ma leccessivo peso dei pegni damore ha più volte rischiato di far crollare i lampioni e il Campidoglio è stato costretto a installare delle colonnine su cui i giovani potessero continuare ad attaccare i lucchetti. Da tempo, inoltre, il fenomeno scatenato dal libro di Moccia ha trasformato ponte Milvio in una sorta di lavagna a cielo aperto dove i writer si cimentano in dediche damore incise sul monumento. Ogni mattina, infatti, il nucleo del decoro urbano è impegnato nella pulizia dei marmi del ponte, su cui i giovani innamorati la notte scrivono con pennarelli e bombolette spray frasi dedicate al proprio lui o alla propria lei, dimenticando che ponte Milvio è, al pari del Colosseo o della Fontana di Trevi, un monumento che merita rispetto è che è tutelato dalla Sovrintendenza per i Beni Artistici e Culturali. Un cattivo costume, quello delle scritte che accompagnano i lucchetti, che non sembra risparmiare neanche il ponte di Castel SantAngelo dove, sotto gli sguardi delle statue degli angeli scolpite da Gian Lorenzo Bernini, si leggono già, sulle ringhiere, le prime dediche scritte con pennarelli rosa e azzurri. Frasi damore che deturpano i lati del ponte e che stonano con il candore delle statue del Bernini, dediche che i giovani dovrebbero scrivere sui quaderni o sui diari, non sulle ringhiere di un monumento tra i più fotografati al mondo e che ora rischia di essere coperto da un ammasso di lucchetti che, se la moda dovesse spopolare come avvenuto a ponte Milvio, di sicuro porterà sul ponte di Castel SantAngelo gli stessi disagi e un identico degrado.
ROMA - Ponte SantAngelo, lucchetti e degrado
A Roma, i giovani attaccano i lucchetti con scritti "ti amo" ai monumenti, come la Mole Adriana e il ponte SantAngelo. Il fenomeno è nato dalle pagine del libro "Ho voglia di te" di Federico Moccia e ha provocato disagi e degrado ai monumenti. A ponte Milvio, i lucchetti sono stati appesi dai ragazzi sui lampioni, mentre a Castel SantAngelo sono stati appesi 30 lucchetti con scritti in varie lingue. I lucchetti sono stati appesi anche sul ponte di Castel SantAngelo, dove sono state scritte frasi damore che deturpano le statue degli angeli scolpite da Gian Lorenzo Bernini.
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