Rafforzata la protezione Pompei. Minacce di furti negli scavi archeologici: una lettera anonima è stata ricevuta nei giorni scorsi dalla guardia di finanza di Torre Annunziata. Nel testo venivano preannunciati furti e atti vandalici negli scavi di Pompei. La lettera, consegnata ieri al soprintendente Pietro Giovanni Guzzo per valutarne contenuti ed eventuali provvedimenti, parla di episodi programmati nel fine settimana. Non si esclude che l'avvertimento possa essere semplicemente il gesto di un mitomane, ma gli investigatori non tralasciano anche la pista delle minacce reali anche in vista dei cambiamenti nelle gerarchie della sovrintendenza di Pompei che viene accorpata a quella di Napoli e affidata a Pietro Giovanni Guzzo. Naturalmente il sistema di vigilanza interno ed esterno è già stato rafforzato anche perché l'area archeologica non è nuova a incursioni di vandali. «A distanza di circa un anno dall'abbattimento, non di certo dovuto al vento, di una colonna della casa di Obellio Firmo a Pompei - ha commentato Guzzo - la soprintendenza è fatta oggetto di un secondo messaggio di stampo camorristico. In esso si preannunciano minacciosamente furti a danno del patrimonio archeologico, irridendo all'organizzazione ed all'efficacia del servizio di vigilanza della soprintendenza. Decodificato - aggiunge il soprintendente che con la riforma guiderà anche Napoli - il messaggio lancia un ricatto: allentare il controllo che la soprintendenza doverosamente esercita sull'attività di tutto il personale dipendente, oppure subire furti. Tranquillizziamo i ricattatori: la soprintendenza - conclude - continuerà a svolgere i propri compiti, fidando, come finora, sulla collaborazione dei lavoratori leali ed onesto». La lettera anonima è stata trasmessa anche alla Procura di Torre Annunziata e al comando dei carabinieri. Un fascicolo è stato aperto per verificare la validità delle minacce. Gli scavi di Pompei sono custoditi da una rete di telecamere che vigilano l'interno anche se non mancano punti meno sorvegliati. Da qui, in più di una occasione, si sono introdotti estranei durante le ore notturne. L'anno scorso, poi, l'episodio più grave: una colonna fu trovata abbattuta all'interno di una delle ville romane che aveva resistito alle scosse di terremoto e alla pioggia di lapilli della disastrosa eruzione del 79 d.C. A diffondere la notizia è stato il sovrintendente Guzzo al quale i finanzieri avevano segnalato la missiva che comunque non portava alcuna firma né rivendicazione. Tuttavia, il tenore delle minacce non viene sottovalutato dagli investigatori che già nei mesi scorsi avevano lavorato per individuare i possibili autori dell'abbattimento della colonna. Allora i rilievi tecnici furono effettuati anche dagli specialisti del Ris dei carabinieri chiamati a svolgere valutazioni anche sulle condizioni atmosferiche al momento della caduta per verificare se la spinta fosse stata data dalla mano dell'uomo o se a causare la caduta fosse stato un colpo di vento più violento del solito.