Castellammare. Arriva da Roma il via libera alla realizzazione di un centro di eccellenza per le tecnologie di conservazione, restauro e valorizzazione dei beni culturali tra le sale del Palazzo reale di Quisisana. È stato siglato nella Capitale, il protocollo tra il ministero per i Beni e le attività culturali, il Comune di Castellammare, l'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, la Regione, la Provincia, la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici, per avviare tutte le attività finalizzate all'istituzione della Scuola di alta formazione per l'insegnamento del restauro all'interno dell'ex palazzo reale di Quisisana. Aperta a tutti gli studenti del sud Italia, la scuola rappresenterà la sede distaccata dell'Istituto superiore gestito direttamente dal ministero, a cui spetterà l'organizzazione didattica, mentre al Comune stabiese verrà affidato il compito di completare il restauro della Reggia e l'allestimento dei laboratori. Un risultato che giunge a tre anni dall'insediamento dell'amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Vozza. «È una tappa fondamentale spiega il primo cittadino per costruire un polo culturale strategico in Campania. L'istituzione delle sede distaccata della Scuola di alta formazione per il restauro e la creazione del Museo archeologico di Stabiae sono le tessere principali per rendere la Reggia di Quisisana un importante attrattore di cultura e formazione». Il complesso architettonico che ospiterà la scuola è costituito da più edifici, con origini che risalgono all'età sveva e che nei secoli scorsi ha ospitato la famiglia reale. Albergo di lusso fino al terremoto dell'80, la residenza è stata poi abbandonata al degrado fino ai primi Anni '90, quando l'amministrazione comunale chiese un finanziamento per il recupero e la conversione della struttura a scuola di restauro. Da allora si sono succedute diverse tappe burocratiche, dallo stanziamento dei fondi interministeriali del Cipe, fino all'assegnazione del cantiere alla ditta aggiudicataria nel 2002. Altri contrattempi burocratici, hanno poi fatto slittare di quasi un anno l'inaugurazione del restauro della Reggia, prevista entro il 2008, poi l'avvio dei corsi. «Il lavoro che ci attende aggiunge Vozza è sicuramente impegnativo, ma è una splendida sfida per rivitalizzare un monumento che nei decenni scorsi pareva dimenticato. Grazie ai lavori di restauro che saranno completati a breve, frutto dell'impegno delle amministrazioni che mi hanno preceduto, avremo uno straordinario contenitore che ora abbiamo cominciato a riempire più concretamente». A partire dal prossimo anno, dunque, potrebbero essere già attivati i corsi di restauro, della durata di cinque anni ed equipollenti alla laurea specialistica, che prevedono insegnamenti per il restauro di beni archeologici e architettonici post classici. Intanto, è già cominciato il trasferimento dei reperti archeologici conservati nell'Antiquarium di via Marco Mario nelle sale della reggia, destinatarie di un altro importante finanziamento per la realizzazione del primo museo stabiese. Si tratta di circa due milioni di euro destinati originariamente alla ristrutturazione di villa Gabola, in via Cosenza, e dirottati successivamente a Quisisana.
CAMPANIA - Castellammare capitale del restauro: il ministero dà l'ok alla Scuola di alta formazione
Il Comune di Castellammare ha firmato un protocollo con il Ministero per i Beni e le attività culturali, l'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, la Regione, la Provincia, la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici per avviare le attività finalizzate all'istituzione della Scuola di alta formazione per il restauro all'interno dell'ex palazzo reale di Quisisana. La scuola sarà aperta a tutti gli studenti del sud Italia e rappresenterà la sede distaccata dell'Istituto superiore. Il Comune di Castellammare sarà responsabile del restauro della Reggia e dell'allestimento dei laboratori.
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