Mancano 4 milioni di euro. «La città si faccia avanti». Appello per il tetto a specchio della nuova Fiera. Costi lievitati anche per un incidente che ha provocato un crollo. Larchitetto: realizzare per intero il progetto GENOVA - Una grande superficie di vetro, dove si specchino il cielo e le nuvole, la luce e lombra, un «tetto riflettente», ovvero lidea da grande architetto con cui Jean Nouvel appena insignito del premio Pritzker, considerato il Nobel dellarchitettura, ha firmato il suo progetto per il nuovo padiglione B della Fiera di Genova. Il padiglione è nella fase finale della costruzione ma in questo momento «impegni finanziari aggiuntivi», spiega lamministratore delegato Roberto Urbani, non consentono di sostenere il costo dellimmaginifico tetto, quasi quattro milioni di euro. Lintero progetto costa circa 4o milioni di euro, un bellimpegno per la Fiera che si autofinanzia e che con la nuova Marina, un grande albergo e il padiglione sta compiendo un salto di qualità. Urbani si è rivolto ai soci istituzionali «sicuro - dice - della loro sensibilità nel valutare la bellezza di questo progetto concluso al meglio e al più presto, con il tetto riflettente» affinché trovino le risorse necessarie «dirette o indirette». Ma non si disdegnano altri aiuti. «Questo edificio, unico nelle sue caratteristiche dice Urbani - può diventare un simbolo, un segno di identità per Genova». A cambiare non è solo la faccia di quella porzione di territorio su cui si estende la Fiera ma limmagine complessiva della città, edifici di questo carattere lasciano il segno. Quindi, chi può si faccia avanti. Un appello alla città affinché faccia più «suo» questo edificio nascente che sarà un esempio di quellarchitettura ultra-contemporanea che tanto appassiona e fa discutere. Uno sponsor? Perché no «ma dovrebbe essere adeguato allalto profilo architettonico del progetto e alle sue caratteristiche» chiosa Urbani. Il tetto-specchio dicono alla Fiera - si farà perché sarebbe assurdo non completare il padiglione nella sua forma più suggestiva. La questione, oggi, è il quando. Nessuno nasconde che Jean Nouvel ha manifestato la sua ansia e preme perché lopera sia presentata subito completa di quel tetto riflettente che aveva descritto con grande poesia. «Sarà un immenso specchio blu rettangolare - aveva detto - nel quale si rifletterà lazzurro del cielo o le nuvole che diventano plumbee con la pioggia. Si sposerà con il cielo e con la terra, con riflessi, bagliori, giochi di luce caleidoscopici». Non solo il tetto del padiglione è stato ideato a specchio, anche le parti che si affacciano sul mare - è un edificio pieds dans leau, con i piedi nellacqua - sono riflettenti, una parte con vetrate lavorate a piccole onde, una seconda con onde lunghe parallele alla banchina. A complicare le cose, aggiungendosi ai costi aggiuntivi che la Fiera ha dovuto sostenere in corso dopera per una serie di circostanze (ad esempio lo smaltimento dei detriti del vecchio padiglione), cè stato il 9 aprile il crollo di una travatura metallica reticolare lunga una cinquantina di metri che ha trascinato con sé tre piloni di cemento. Le cause dellincidente - che non ha coinvolto persone - sono in corso di accertamento. Una battuta darresto ma la Fiera è decisa a fare ogni sforzo per rispettare i tempi strettissimi per linaugurazione del padiglione, prevista il prossimo autunno in occasione del Salone Nautico, e vincere la corsa contro il tempo. Larchitetto Jean Nouvel, nato in Francia 62 anni fa, è uno degli architetti più richiesti al mondo. Insieme a Foster e Libeskind ha avuto lincarico di progettare le nuovi torri a Ground Zero a New York. Di recente, in Italia ha realizzato le stazioni e le soluzioni architettoniche per il Minimetrò di Perugia Il crollo nel cantiere Il cedimento, mercoledì scorso, di una parte della struttura metallica, attualmente in fase di montaggio e destinata a sostenere la copertura. Lincidente forse a causa di un errore nellassemblamento dei materiali