Arte e business, qualcosa si muove: due mondi apparentemente lontani ma che non possono più fare a meno l'uno dell'altro, si stanno avvicinando mano a mano che il legislatore recepisce la necessità di agevolare gli investimenti in arte. Ad esempio con l'eliminazione del tetto posto dalla legge 342 del 2000 alla detraibilità delle spese per mecenatismo, che il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono ha annunciato ieri a Milano nell'ambito del convegno sugli investimenti in arte organizzato da Arte Fiera, in collaborazione con Bondardo Comunicazione. «Eliminare il tetto avrà una ricaduta psicologica notevole, anche se la cifra prevista dalla legge Melandri finora non era stata mai raggiunta, perché il timore di superarlo e quindi di dover pagare le tasse sulle spese a favore dell'arte tratteneva molte aziende dal mecenatismo», spiega Massimo Sterpi, esperto di diritto dell'arte e cofondatore di "Sistema Impresa e Cultura", un'associazione non profit al servizio delle imprese che hanno individuato nella cultura un fattore decisivo per crescere in sintonia con lo sviluppo della società italiana. «Se poi la detraibilità venisse ampliata anche ai privati, come suggerito dallo stesso Bono, il risultato sarebbe ancora migliore, visto che nei Paesi dove il mecenatismo funziona il rapporto fra le donazioni di privati e di imprese è di dieci a uno», commenta Sterpi. Resta il fatto che il mutato ruolo dell'investimento delle imprese in arte dev'essere accompagnato da un'evoluzione della normativa per esprimersi appieno: in un quadro post-industriale come quello dell'Italia di oggi, infatti, il rapporto fra arte e impresa non è più lo stesso su cui si . basa il regime di agevolazione fiscale oggi in vigore. I prodotti delle imprese italiane non sono più finalizzati a soddisfare i bisogni primari dei consumatori, ma piuttosto il loro desiderio di identificazione con un determinato stile di vita. Lo spostamento del tessuto produttivo italiano dai beni funzionali verso i beni ad alto contenuto simbolico, quindi culturale, porta con sé un diverso approccio agli investimenti in arte. «E' da qui che bisogna partire - commenta Silvia Evangelisti, storica dell'arte e responsabile di Arte Fiera - per adeguare le politiche di sostegno all'arte e alila cultura».
Alla ricerca dei nuovi mecenati
Il legislatore sta recependo la necessità di agevolare gli investimenti in arte, con l'eliminazione del tetto posto dalla legge 342 del 2000 alla detraibilità delle spese per mecenatismo. Il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono ha annunciato l'eliminazione del tetto. L'eliminazione del tetto avrà una ricaduta psicologica notevole, ma la cifra prevista dalla legge Melandri non è stata mai raggiunta. Il timore di superare il tetto tratteneva molte aziende dal mecenatismo. La detraibilità potrebbe essere ampliata anche ai privati, come suggerito da Bono.
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