Greenaway e il Cenacolo «Sperimento come nel Rinascimento». A Santa Maria delle Grazie, dopo lo stop dei ministero, solo una performance MILANO - «La moglie in originale o il suo clone con cui fare giochi?». Provocatorio, Peter Greenaway riassume il dilemma della sua performance sul «Cenacolo» di Leonardo e cita Guy de Maupassant: «Se non cè loriginale bisogna assolutamente sorprendere». Ma il dilemma - loriginale in Santa Maria delle Grazie o lo stupefacente clone a Palazzo Reale? - è risolto. Alla vigilia del Salone del Mobile, che ha commissionato al celebre artista multimedia il progetto, curato da Change Performing Arts, lamministratore delegato Manlio Armellini annuncia: «Dal 16 aprile al 4 maggio i "giochi" sul clone (dalle ore 20, per venti minuti, per 150 persone, dieci volte). Al termine, un solo giorno di performance sulloriginale». E precisa: «Se il ministero dei Beni culturali teme le luci, per la performance di Greenaway garantiamo che il numero di lux sarà meno di quello normalmente usato per illuminare il capolavoro vinciano». Quanto al regista di Prosperos Book, che ha già «messo in scena» ad Amsterdam La ronda di notte di Rembrandt e lo farà con Guernica di Picasso e Las Meninas di Velasquez a Barcellona (senza patemi dei musei olandesi e spagnoli), ci ha detto ieri notte: «Sono molto contento del lavoro a Palazzo Reale, posso spingere allestremo la mia creatività, è il massimo per un artista che crede nel dialogo tra arte e tecnologia, come ci credeva Leonardo. Ogni artista è sperimentatore, il vostro Rinascimento ne è prova. Speriamo che lItalia e Milano, anche in vista della grande occasione dellEXPO 2015, ritrovi questo spirito, tarpato dalla politica». Il regista è di fronte al clone nella sala delle Cariatidi: grazie alluso minimal di luci e suoni realizzati in digitale dal «mago» olandese Reinier van Brummelen, le figure si animano, come in una rappresentazione teatrale. Nel buio totale, è illuminato solo il gruppo di discepoli sulla sinistra, le teste chine in un conciliabolo... le mani del Cristo, ecco, si muovono. Fantastico. Linstallazione che ha ricostruito perfettamente anche una parte di Refettorio, lunette comprese, è di Adam Lowe: ha usato una fotografia ad altissima definizione realizzata da una ditta di Novara insieme alla soprintendenza per i Beni architettonici di Milano; poi fissato su gesso come l'originale, infine passato su ogni elemento colori a pigmento «confrontati sfumatura per sfumatura: unemozione unica venir issato a pochi centimetri dai volti degli apostoli!. Il colore più difficile? Il grigio. Leonardo ne usa mille gradazioni». Le immagini al computer di Reinier si muovono invece su quella superficie «come su unimmensa mappa, di cui rilevare colori, densità materica». Un sezionamento in verticale crea scene, in luce e in ombra, una drammatizzazione, una scansione temporale prepara allacme. Sulla parete opposta scorrono altri dettagli che mai altrimenti si potrebbero vedere sulloriginale. Approfittando di uno specchio, Greenaway spiega che «come ora noi, gli originali, ci muoviamo e veniamo riflessi, a muoversi qui sarà invece questo clone dellopera muta e immobile di Leonardo. Clonare The Last Supper, Lultima cena, ha creato un grande vantaggio». Perché non si rovina loriginale? «No. Non cè rischio nel mio progetto». Perché? «Per vederne la luce profonda». E lartista inglese Lowe spiega che «la luce consentita nel Refettorio per preservare il dipinto è necessariamente piatta, in orizzontale, mentre la luce di Leonardo è drammatica, ricca di ombre e colori». E Greenaway: «È un esperimento affascinante che ci porterà a una nuova esperienza del capolavoro». Peter Greenaway, che ha già «messo in scena» ad Amsterdam «La ronda di notte» di Rembrandt (sopra, una scena del film realizzato) e lo farà con «Guernica» di Picasso e «Las Meninas» di Velasquez, eseguirà le sue performance su un clone del Cenacolo di Leonardo, e una direttamente sulloriginale
MILANO. Ecco come giocherò con il mio Leonardo clonato
Il regista Peter Greenaway sta preparando una performance sul Cenacolo di Leonardo a Palazzo Reale di Milano. Il clone del dipinto sarà esposto dal 16 aprile al 4 maggio, mentre una sola performance sarà tenuta sull'originale. Greenaway ha citato Guy de Maupassant, che ha detto: "Se non c'è l'originale, bisogna assolutamente sorprendere". Il clone sarà illuminato con luci minimali e suoni realizzati in digitale, mentre l'installazione sarà curata da Adam Lowe. La performance sarà tenuta in una sala delle Cariatidi e sarà seguita da una sola performance sull'originale. Greenaway ha spiegato che il clone non rappresenta un rischio per l'originale e che l'esperienza sarà affascinante.
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